Via libera alle Comunità Energetiche Rinnovabili: nella giornata di oggi, martedì 15 febbraio, il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la legge che ha l’obiettivo di favorire l’autonomia energetica della Regione presentata dai due relatori Gabriele Barucco (Forza Italia) e Massimo De Rosa (Movimento 5 Stelle).
Tale normativa nasce da due progetti di legge riuniti in un unico percorso di approvazione ed è sostenuta da un investimento regionale iniziale di 22 milioni di euro che consentirà di creare una rete diffusa di impianti di produzione e accumulo energetico formata da 6mila comunità energetiche che nasceranno nei prossimi 5 anni. Circa 500 di queste, ha annunciato il presidente del Consiglio Regionale Alessandro Fermi saranno in provincia di Varese.
La “rete” – elemento cardine per il perseguimento dell’obiettivo di transizione energetica fissato dall’Unione Europea in materia di sostenibilità ambientale e di consumo di energia da fonti rinnovabili – risponderà ai fabbisogni di abitazioni private, aziende, ospedali, scuole ed enti locali, riducendo i costi energetici a carico dei consumatori. A regime, infatti, le Comunità Energetiche saranno in grado di generare un incremento di potenza fotovoltaica di quasi 1.300 MW, cioè un terzo dell’obiettivo di sviluppo del fotovoltaico entro il 2030. Senza trascurare il fatto che la realizzazione dei nuovi impianti e la loro manutenzione potrebbe avere anche significative ricadute occupazionali generando nuove opportunità di lavoro.
La funzione di coordinamento di tutte le comunità energetiche sarà svolta dalla Comunità Energetica Regionale Lombarda (CERL), che dovrà promuovere la cultura delle fonti di energia rinnovabile con iniziative formative e informative dirette ai cittadini, alle imprese e agli enti e supportare la nascita delle singole comunità energetiche territoriali.
«Le nostre aziende, in questo momento, dipendono dall’acquisto di energia dall’estero – ha spiegato il consigliere Barucco – Questo le rende meno competitive sui mercati internazionali, mentre tra le famiglie aumenta, in alcuni casi in modo drammatico, la povertà energetica. Con questo progetto di legge vogliamo evitare che la Lombardia sia costretta ad acquistare energia da altri Paesi, diminuendo in questo modo il costo della sua produzione poiché il privato cittadino diventa “produttore in proprio” di energia attraverso la Comunità. È, questo, il primo passo verso l’autonomia energetica della nostra Regione».
Uno dei temi fondamentali al centro del progetto è anche il contrasto alla povertà energetica: «L’energia in più che sarà prodotta dalle Comunità energetiche potrà essere rimessa in rete a favore delle famiglie in difficoltà secondo un’idea di solidarietà che coinvolge anche il settore energetico i cui costi, in questa fase, rischiano di diventare insostenibili per moltissime famiglie e aziende – spiega sempre Barucco – Questo progetto vuole essere una nuova frontiera dello sviluppo dell’autonomia delle comunità locali attraverso il coordinamento pubblico e la partecipazione di soggetti privati e del Terzo Settore».
«Indipendenza energetica, tutela ambientale e miglioramento della qualità di vita. Con questa legge diamo una risposta concreta a esigenze attuali – ha sottolineato invece De Rosa – I temi legati al caro-bollette, alle famiglie in crisi e alle imprese che chiudono a causa dei costi dell’energia, sono purtroppo all’ordine del giorno. Le Comunità Energetiche Rinnovabili rappresentano una soluzione che, seppur non risolverà tutti i problemi da domani, saprà dare un forte contributo. Le CER permettono, infatti, ai territori di mettersi insieme in un’ottica di produzione, autoconsumo e indipendenza energetica. Oggi il Consiglio Regionale della Lombardia si impegna attivamente in questo processo di cambiamento, sostenendolo e accompagnandolo, fornendo un appoggio concreto a tutti i cittadini, imprese e enti locali che inizieranno il percorso per costituire una CER».
Il Vice Presidente Carlo Borghetti (PD) ha rimarcato «l’importanza di coinvolgere il mondo cooperativo nei percorsi di promozione delle Comunità Energetiche Rinnovabili, consolidando le relazioni tra produttori, consumatori e utenti», mentre per il Presidente della Commissione Ambiente Riccardo Pase (Lega) «le comunità energetiche si fondano su autoconsumo e condivisione dell’energia attraverso le fonti rinnovabili che, non essendo direttamente condizionate da eventi geopolitici, hanno un’incidenza minore sulle bollette di imprese e famiglie».
L’andamento dei costi delle materie prime si tradurrà nel primo trimestre di quest’anno in un aumento del 55% per la bolletta dell’elettricità e del 41,8% per quella del gas. Segni “più” che significano che una famiglia spenderà mediamente circa 823 euro all’anno per l’elettricità con un aumento di 334 euro, e 1.560 euro per il gas con un incremento di 610 euro.
Come annunciato in Aula dal consigliere Barucco, il sistema delle Comunità Energetiche Rinnovabili sarà finanziato con un investimento di 22 milioni e mezzo di euro in tre anni. A queste risorse potranno aggiungersi quelle del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza a sostegno delle comunità energetiche che prevedono un finanziamento di 2,2 miliardi di euro per i Comuni con meno di 5 mila abitanti e quelle del POR FESR a disposizione della Regione per il sostegno alla diffusione delle CER che ammontano a 55,5 milioni di euro.
«Un intenso lavoro – commenta soddisfatta la Vicepresidente del Consiglio Regionale Francesca Brianza – che ha portato, dopo un lungo iter, all’odierno Progetto di Legge ancor prima che la normativa italiana recepisse integralmente la direttiva europea. L’obiettivo è promuovere lo sviluppo delle fonti rinnovabili e modelli innovativi di produzione, autoconsumo e condivisione dell’energia, contribuendo fattivamente al raggiungimento della prevista decarbonificazione europea entro l’anno 2050».
«Il riconoscimento delle CER – prosegue – è il primo importantissimo passo di un percorso che porterà la Lombardia a raggiungere un’autosufficienza energetica nel prossimo futuro. Questi soggetti diverranno infatti il nuovo nucleo di sostenibilità energetica locale nonché un importante strumento per contrastare la cosiddetta povertà energetica in supporto alle fasce più bisognose della popolazione».
«La CER – spiega ancora Brianza – è un soggetto giuridico la cui partecipazione è aperta a tutti i cittadini. Il loro obiettivo è fornire benefici ambientali economici e sociali ai suoi soci, attraverso la produzione, l’autoconsumo e la condivisione dell’energia prodotta, anche mediante il suo accumulo. L’ambizione del provvedimento è di promuovere, nei prossimi anni, la realizzazione di circa 6mila nuove comunità energetiche in ambito regionale che saranno supportate, nelle varie fasi, da un soggetto denominato CERL (Comunità Energetica Regionale Lombarda). Questo progetto – conclude – è fortemente innovativo e va nella direzione di sostenere le famiglie e le imprese lombarde soprattutto alla luce del difficilissimo momento che sta attraversando il nostro paese dal punto di vista energetico con i costi delle bollette schizzati alle stelle».
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