Dalla consueta conferenza stampa da parte dell’ATS Insubria, che ogni due settimane aggiorna la popolazione sulla situazione epidemiologica in tutto il territorio delle province di Varese e Como, ne emerge che lentamente l’emergenza Covid-19 sta migliorando rispetto alle scorse settimane.
A destare preoccupazione, però, è tutto l’ambiente scolastico, dove purtroppo alle prese con isolamenti e quarantene sono centinaia gli istituti coinvolti e migliaia gli studenti, dalla scuola materna a quella secondaria. Rispetto ad un mese fa i dati sono cresciuti in maniera esponenziali, ma come affermato dal dottor Giuseppe Catanoso, direttore Sanitario di ATS Insubria, “i giovani non hanno problemi di salute tali da preoccuparci”.
Nel Varesotto, stando ai dati relativi ai soli soggetti in quarantena (non sorveglianza attiva), sono ben 165 le classi delle scuole d’infanzia colpite (1561 alunni e 154 operatori scolastici), 150 invece le classi delle scuole primarie, con 1369 alunni coinvolti e 74 operatori. Nelle scuole secondarie di primo grado sono 63 le classi coinvolte, con 805 alunni e soli quattro operatori scolastici, mentre nelle secondarie di secondo grado sono 100 le classi coinvolte con 826 alunni e 23 operatori scolastici.
I casi positivi riscontrati nelle scuole, invece, dal 10 al 16 gennaio, sono 706: 157 al Nido/Infanzia, 230 alla primaria, 121 alla secondaria di primo grado e 198 alla secondaria di secondo grado.
“Nonostante questi numeri – commenta Catanoso -, la preoccupazione per i ragazzini è molto relativa. Salvo rarissime eccezioni non hanno problemi di salute nella maggior parte dei casi. Il problema vero è quello delle quarantene, con la necessità di lasciare i bambini fuori dalla scuola, criticità complessa da gestire dalle famiglie. A questo si aggiungono le indicazioni che arrivano dal Ministero, che sono abbastanza complesse da far comprendere agli addetti ai lavori, ma ancora di più per le famiglie”.
In ogni caso, in queste settimane, i dirigenti sanitari hanno più volte incontrato le scuole, sia i referenti Covid che i presidi, per capire come gestire le diverse specifiche situazioni. “Quello che vediamo sono i problemi e le complessità per una famiglia che ha un bambino che frequenta le elementari e uno più grandicello. Due indicazioni diverse – continua Catanoso -, non facili da gestire. Nel nostro sito vengono date tutte le indicazioni e spiegate le normativo, ma è molto complicato”.
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