Laveno Mombello | 18 Gennaio 2022

Tra nuovo appalto e centro di raccolta il “nodo rifiuti” tiene banco a Laveno

Il sindaco Santagostino: “Riaprire il centro sarebbe giuridicamente possibile, servono valutazioni”. In atto anche verifiche per implementare ulteriori servizi

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La chiusura del centro di raccolta di Laveno Mombello – in essere dal 1 gennaio – è un tema che tiene desta l’attenzione dei cittadini del paese lacustre, alcuni dei quali hanno avviato, nelle scorse settimane, anche una petizione online che si è conclusa con più di 830 firme raccolte e la richiesta, che verrà inoltrata al sindaco Luca Santagostino, di un incontro pubblico per ottenere chiarimenti e confrontarsi su possibili proposte e soluzioni in merito.

Il primo cittadino, dalle colonne del quotidiano locale La Prealpina, si è rivolto ai lavenesi ricordando loro che a breve la raccolta porta a porta degli ingombranti diventerà settimanale, mentre quella del verde e dei materiali pericolosi verrà effettuata il sabato, grazie alla disponibilità di un mezzo Econord che sarà presente in località Molinetto. “Stiamo valutando – ha poi aggiunto – la possibilità di riaprire il centro di raccolta nonostante l’accordo transattivo, cosa che giuridicamente è possibile ma richiede alcune valutazioni tecniche, così come attivare delle collaborazioni temporanee per l’uso delle piazzole dei comuni confinanti”.

Alle criticità sollevate dalla chiusura della struttura, si aggiungono ora anche quelle legate al rinnovo dell’appalto di gestione della raccolta rifiuti per il quale si prevede – anche in questa zona, così come sta già avvenendo nel Luinese dal mese di dicembre – la riduzione dei passaggi con lo scopo di contenere i costi.

Il sindaco, da Prealpina, ha spiegato di aver intrapreso un confronto con la Comunità Montana Valli del Verbano ed Econord anche per “preventivare l’integrazione di alcuni servizi” i cui costi potrebbero però essere sostenuti solamente – a quanto si apprende – attraverso un aumento della Tari. “Sempre che sia giuridicamente percorribile”, ha chiosato il primo cittadino: “I costi per l’integrazione del nuovo servizio potranno essere inseriti nella Tari solo nel 2024. Per questa ragione – ha concluso Santagostino – gli uffici stanno effettuando le verifiche normative in modo da poter decidere quali servizi integrare, alcuni sembrerebbero effettivamente indispensabili, e a quali costi”.

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