Caravate | 14 Giugno 2021

Alla scoperta dei segreti della “Casa di Esercizi Spirituali” di Caravate

Numerose le attività a cui hanno partecipato i presenti per l'Open Day 2021, dal titolo “Passione della Terra, Sapienza della Croce"

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(a cura di Patrizia Gusmeroli e Giulia Carrillo) Nella splendida cornice della “Casa di Esercizi Spirituali” di Caravate dei Padri Passionisti si è svolto, domenica 13 giugno, l’inedito e interessante “Open day 2021”, il cui titolo suggestivo, “Passione della Terra, Sapienza della Croce”, ha attirato oltre ai frequentatori assidui del Santuario, anche amici di fuori regione. Occasione felice per riunire i vari gruppi, dalle giovani famiglie a chi ha frequentato esercizi spirituali e cammini di fede, che con l’insorgere del corona virus si erano un po’ dispersi.

L’incontro è iniziato con la Santa Messa alle ore 9.30 nel fresco parco del convento, celebrata dal Superiore Padre Marco, con tutte le precauzioni che la pandemia Covid-19 richiede. Dopo i saluti d’obbligo, con i soliti sguardi sopra le mascherine, che volevano essere abbracci, e dopo un buon caffè, è seguita la conferenza sul tema della giornata: prendersi cura della creazione di Dio e abbracciare la giustizia evangelica, partendo dall’ascolto del grido dei crocifissi del mondo, di cui ci parla l’enciclica “Laudato Sì” di Papa Francesco.

Giulia, laica passionista, e Vera, animatrice del movimento cattolico “Laudato sì” per il clima, hanno illustrato alcuni punti dei contenuti della Enciclica, facendo riflettere i partecipanti su quale contributo ciascuno può dare per generare uno stile di vita diverso, che prenda in considerazione l’altro, nella consapevolezza che ogni nostra azione ha ripercussioni, nel bene e nel male, su chi ci è accanto, che a loro volta coinvolgeranno il loro vicino, in una spirale che se è positiva e consapevole può rendere possibile un “cambiamento” per invertire la rotta.

Alzare lo sguardo dal nostro io alla nostra casa comune, ai fratelli che la abitano e considerare che tutto è dono di Dio, è un primo passo per abbracciare la giustizia evangelica. Il Signore ha preparato un habitat meraviglioso in cui essere felici, come una coppia di sposi che preparano la cameretta del loro primo figlio, se ne prendono cura con amore, e il bambino esprimerà con gratitudine la sua gioia.

Si è passati poi alle risonanze suscitate dalla conferenza: alcuni dei presenti si sono alternati al microfono per testimoniare la propria meditazione. Interessante quella sul “tempo” di Elena: “Noi stiamo stravolgendo i tempi della natura. Cerchiamo di ritrovare il vero senso del tempo per le relazioni, per l’ascolto; non c’è bisogno di correre, rallentiamo, non è la quantità di attività che svolgiamo, ma è la qualità che ci deve interessare”.

Dopo l’usuale “lauto pasto”, che ha visto un momento di vivace e fraterno confronto ai vari tavoli, i partecipanti si sono rivisti nel salone, dove sono stati esposti ulteriori spunti di riflessione. I partecipanti si sono divisi in gruppi, raccolti in base all’argomento che più ci interessava per meditarlo. E’ iniziata un’ intensa condivisione, che ha portato ad esplorare la vita, capire l’importanza dell’accoglienza e cos’è la qualità dell’amore come salvezza…

Un allegro vociare di bambini nel corridoio, con la bocca rossa d’anguria, ha riportato tutti sulla terra, annunciando che la merenda era pronta. Ma i bambini nel frattempo, con l’aiuto dei genitori del gruppo “La parola ai bambini” e di padre Marco, avevano dato il loro contributo, dipingendo su grandi sassi delle frasi a tema, mettendoli ai lati dei sentieri del bosco del parco.

Con materiale ecologico, hanno scritto “La salvezza dipende dalla qualità dell’amore”, “I doveri verso la natura sono parte integrante della fede cristiana”, o dipinto “Sguardo illuminato dalla Speranza” con un sole giallo su di un cielo azzurro e un prato verde: un’estrema semplicità per dire la bellezza del creato. Essenzialità, bellezza e gioia, vissuti oggi, hanno fatto comprendere ai presenti che quello di cui abbiamo più bisogno sono le relazioni, lo stare insieme, l’ascoltarci, la condivisione.

Per chiudere, un grazie dai presenti al padre passionista John Muthengi, che ha sollecitato tutti a questa giornata con la scheda “I crocifissi di oggi: esplorando le sfide ecologiche cristiane con un cuore africano”, mandata ai laici passionisti.

Tornando al “cuore africano”, un ragazzo senegalese, emigrato in Italia, un giorno mi disse: “Sì, è vero, io qui ho da mangiare, ho molte più cose che in Africa, ma mi mancano tanto le relazioni. Là non avevo niente, ma avevo un fratello con cui parlare”.

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