Varese | 22 Gennaio 2021

Il contributo della medicina varesina allo studio del Covid19: pubblicati nel 2020 ben 119 lavori scientifici

Il direttore sanitario Maffioli: “Risultato straordinario frutto di competenze e lavoro di squadra. Abbiamo imparato a gestire il Covid, ma la strada è ancora lunga”

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Sono ben 119 gli articoli firmati nel 2020 sulle riviste scientifiche di mezzo mondo dai medici in forza all’ASST Sette Laghi che si sono occupati dei vari aspetti clinici e diagnostici del Covid19.

Tra esse alcune delle più importanti riviste scientifiche internazionali: Lancet e JAMA (Journal of American Medical Association) in testa, ma ogni specialità è ben rappresentata, dalla infettivologia alla pneumologia, dalla cardiochirurgia alla neurochirurgia, dalla terapia intensiva alla pediatria. La netta maggioranza dei titoli ovviamente riguarda il Covid-19 in tutte le sue sfaccettature, anche se ogni specialità non ha tralasciato le sue ricerche tradizionali.

In totale, le pubblicazioni firmate dai medici e ricercatori dell’ASST Sette Laghi hanno ottenuto la bellezza di 2832 citazioni in altri lavori, una media di quasi 24 citazioni per articolo, che è indice dell’elevata qualità dei lavori pubblicati. Il record di citazioni l’ha ottenuto un articolo pubblicato il 28 aprile su JAMA, che analizzava circa 1600 casi di pazienti Covid nelle terapie intensive lombarde scritto, fra gli altri, dal Professor Luca Cabrini, Responsabile della terapia intensiva dell’Ospedale di Circolo, che ha totalizzato ben 1032 citazioni.

Gli autori varesini firmatari dei lavori sono circa 25: impossibile citarli tutti. Tra i nomi più ricorrenti ci sono quelli dei professori Carcano, Grossi, Dentali, Ageno, Di Saverio, Agosti, Passamonti, Locatelli, Sessa, e la dottoressa Chianese.

Di grande interesse scientifico, tra gli altri, è l’articolo pubblicato il 21 giugno sul Journal of Infectivology a firma dei componenti del gruppo di lavoro coordinato dal dottor Lorenzo Azzi e supervisionato dal Professor Grossi, che ha messo a punto il primo test salivare rapido per il Covid.

Significativi anche un lavoro pubblicato su Lancet del 28 febbraio sulle procedure per minimizzare la diffusione del Covid in ambiente ospedaliero firmato dal professor Cabrini insieme ai professori Zangrillo e Landoni del San Raffaele, uno studio pubblicato da Lancet Haematology il 7 ottobre coordinato dal Professor Passamonti che analizza l’impatto del Covid sui pazienti ematologici e uno sugli effetti della ipercoagulazione nei pazienti Covid+ del professor Ageno pubblicato su Thromb Haemost. il 12 dicembre.

“Questo risultato straordinario – afferma Lorenzo Maffioli, Direttore Sanitario di ASST Sette Laghi – è frutto innanzitutto della perizia e della competenza dei singoli ricercatori che ci onoriamo di annoverare tra i nostri collaboratori, ma anche di un grande lavoro di squadra. Innanzitutto tra i diversi reparti del nostro ospedale, dove vige un costante scambio di informazioni che incentiva la messa a fattor comune delle singole competenze. Poi con la ricerca applicata in ambito universitario, e qui corre l’obbligo di segnalare la sinergia continua e feconda che abbiamo sviluppato con l’Università dell’Insubria. Infine con le altre aziende ospedaliere lombarde che nel corso dell’anno appena concluso si sono trovate ad affrontare improvvisamente un nemico insidioso e sconosciuto. Lavorando in rete  – conclude Maffioli – abbiamo imparato molte cose sul Covid e oggi siamo in grado di gestire questa malattia molto meglio di un anno fa, anche se il cammino per debellarla è ancora lungo e irto di difficoltà”.

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