Nonostante un notevole calo durante il periodo di quarantena, in estate abbiamo assistito purtroppo a un lento e graduale incremento dei cosiddetti reati economici. Per reati economici si fa riferimento a vari tipi di crimini legati al patrimonio, come i furti in casa o le truffe online operate tramite finte email e SMS apparentemente a scopo di marketing o per comunicazioni riservate ai clienti.
Fino ai primi mesi di quest’anno i furti dentro casa, le rapine (anche negli uffici postali) sebbene in calo rispetto al trend dello scorso lustro, erano comunque tantissimi (quasi 200.000 episodi denunciati). Diversa è la realtà per le frodi informatiche, che invece non accennano ad arrestare la loro crescita, raggiungendo fino a quest’anno, livelli mai toccati prima.
In pratica, ogni minuto avviene un tentativo di frode in italia per mezzo di internet. E la cosa davvero grave è che ancora non ci sono dei sistemi automatizzati adeguati per arginare in maniera significativa il problema. Si deve puntare sulla saggezza delle persone nel seguire i consigli della Polizia Postale, nella speranza che siano tanto scaltre da proteggersi da eventuali criminali informatici e hacker.
Andando ad analizzare i dati che riguardano le rapine, naturalmente durante il lockdown queste hanno subito un calo considerevole, tanto da scendere a un terzo rispetto alla media pre-Covid. Era prevedibile che accadesse, dal momento che eravamo tutti costretti in casa e gran parte delle attività economiche forzatamente chiuse per i motivi che tutti conosciamo.
La polizia infatti ipotizzava che i delinquenti avrebbero ripreso a pieno ritmo le loro attività non appena finita la quarantena: effettivamente i furti sono cresciuti, ma con numeri assoluti inferiori rispetto a quanto ci si aspettava.
Questo dato è forse relativo al fatto che non tutti sono partiti quest’anno per le vacanze, preferendo trascorrere le ferie a casa. Una decisione dipesa in primo luogo dalla crisi economica e anche dall’aumento dei prezzi dei mezzi di trasporto; in secondo luogo dalla paura per il contagio, sempre possibile, anche se meno gente ha contratto il virus da giugno a settembre.
Ora, però, i crimini sembra stiano aumentando, dai traffici internazionali di armi, agli omicidi e ai furti e le persone, per difendersi dai ladri, sono costrette ad adottare misure di sicurezza come far montare un sistema di allarme nella propria abitazione. È uno dei modi, questo, e non l’unico, per dormire finalmente sonni tranquilli.
Secondo alcune statistiche negli ultimi anni i furti in casa sono un pò diminuiti sia grazie al grande lavoro svolto dalle Forze dell’Ordine, ma anche e soprattutto per la diffusione di tanti sistemi di allarme sempre più sofisticati.
Installare un sistema di allarme per prevenire le effrazioni domestiche significa per una famiglia, e ancor di più per coloro che vivono da soli, una significativa diminuzione del livello di ansia che dopo il lockdown è aumentato in maniera esponenziale.
Il vantaggio principale sarà quello di dissuadere i ladri dall’entrare in azione e quindi il sistema di allarme funzionerà come deterrente per i furti.
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