(a cura di Franco Sai) La Comunità Mottese è profondamente addolorata per la scomparsa di Carlo Catenazzi (solo per pochissimi intimi Carletto).
90 anni. Ministro straordinario per l’eucaristia per tanti anni, ha servito la Parrocchia delle Motte con tanta passione ed attaccamento. Vicino a tutti, soprattutto agli anziani, è stato valido collaboratore di Don Ilario per 40 anni.
Già da prima dell’arrivo del parroco, ha sempre coltivato la passione dell’organo di chiesa. Credo abbia suonato almeno una volta sugli organi di tutte le chiese che lo posseggono nel del nord Verbano. Spesso chiamato per servizi matrimoniali, è sempre stato esempio di grande disponibilità.
Personalmente ho conosciuto Carlo da quando muovevo i primi passi; ho potuto apprezzare costantemente la semplicità d’animo e la schiettezza del suo carattere. Energico nell’essere e riflessivo quanto basta per condurre il buon senso a prevalere (oggi merce rara).
Oltre che con il coro delle Motte, ha avuto altre esperienze in aggiunta, con Agra e Cademario nella vicina confederazione elvetica. Pur non avendo frequentato accademie, ha evidenziato soprattutto spirito di servizio gratuito. Lo spirito vero del volontariato, quello che oltre la gratuità, privilegia la sistematicità ovvero la costanza nell’impegno; ogni domenica, ogni sabato per 40 anni sempre presente e se aveva qualche impedimento era lui stesso a cercare il sostituto, risolvendo così il problema.
A Carlo un ringraziamento mio personale, del coro parrocchiale e di tutta la Comunità delle Motte per questo esempio di vita. Ciao Carlo.
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