(A cura di Emilio Rossi) Si è spento martedì sera, primo settembre, Carlo Catenazzi, lo storico organista delle Motte, che per più di quarant’anni ha esercitato con impareggiabile maestria questo importante servizio per la comunità.
Era sempre presente a tutte le funzioni religiose, invitato a volte anche da altre parrocchie in occasione di particolari festività o di matrimoni: la musica per lui costituiva una ragione di vita. Il suo unico rammarico era quello di lasciare orfana della sua presenza la chiesa delle Motte quando non fosse stato più in grado di assolvere il suo compito.
Era stata pertanto quanto mai consolante la scoperta di una ragazza desiderosa di apprendere la musica e di sostituirlo a tempo debito. Alice Bosio è divenuta per lui una presenza rasserenante che gli ha consentito di ritirarsi a meritato riposo con la sicurezza che la sua opera sarebbe stata continuata.
Era orgoglioso della corale che aveva raccolto intorno a sé, disponibile senza riserve per le prove in qualsiasi momento. La musica gli era stata di grande conforto quando aveva perso la moglie che tanto amava, accompagnandolo in momenti di tristezza inenarrabili, mitigati dalla vicinanza dei figli e dei nipoti.
Aveva anche accettato il mandato di ministro straordinario dell’Eucarestia, conferitogli dal parroco, don Ilario Costantini, insieme ad Alice Bosio e a Franca Giannini: un’occasione per manifestare la propria vicinanza ai fedeli che non possono più frequentare la chiesa e che spesso soffrono di una immeritata solitudine.
Carlo ha concluso una vita operosa, superando ogni difficoltà con grande determinazione e una fede indomita. Il suo ricordo rimarrà scolpito in tutti coloro che ne hanno apprezzato la profonda umanità e lo spirito di servizio per gli altri.
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