“Prossima fermata, stazione di Ghirla“: non è un annuncio ai viaggiatori ma il nome scelto per il neo comitato con cui un gruppo di cittadini punta al restauro dell’antica stazione del tram della Valganna, situata a lato della strada statale 233, dove oggi si fermano i bus.
Da punto di riferimento per viaggiatori e turisti nella prima metà del Novecento, la stazione è oggi abbandonata a se stessa nonostante i suoi storici trascorsi. E date le condizioni in cui versa, rischia di diventare irrecuperabile, cedendo all’incuria e all’usura del tempo. Per quest’ultima ragione il comitato punta ad un intervento prima che sia troppo tardi.
Ad una serie di interventi, per essere precisi, come si apprende dal quotidiano La Prealpina nell’articolo pubblicato ieri e firmato da Nicola Antonello. I membri del comitato (Paolo Ricciardi, Angelo Cabrele, Maria Rosa Boldetti, Susanna Cozzi, Lorenzo Delli Gatti e Viviana Pavia) hanno le idee chiare su ciò che va recuperato e a cui attribuire una nuova veste per tutelare e ripristinare l’aspetto della struttura: la copertura dell’edificio, le panchine e le pensiline sono i punti di partenza e il primo obiettivo – anche in chiave finanziamenti e visibilità – è la partecipazione al bando “I luoghi del cuore del Fai”.
“Progettata dal maestro del liberty Giuseppe Sommaruga fra il 1913 e il 1914, è il simbolo di un’epoca di grandi realizzazioni – si legge sulle pagine del quotidiano locale – quando l’allora innovativa tramvia della Valganna collegava Varese al confine svizzero e al lago Maggiore, e trasportava lavoratori e milanesi in gita nelle verdi valli del Varesotto. Inizialmente il piazzale era tutto scoperto, mentre qualche anno dopo la realizzazione dell’edificio vennero aggiunte le pensiline in ferro battuto a riparo dei binari. In quegli anni il turismo nel Varesotto era fiorente, numerosi erano i visitatori che da Milano arrivavano in treno e tramite le tramvie e le funicolari raggiungevano il Campo dei Fiori, il Sacro Monte o la Valganna. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale il periodo d’oro cessò […]”. L’ultima corsa risale infatti al febbraio 1955.
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