Entrano in sciopero i santi ‘mercanti della neve’ nel Varesotto, che affronta, in questo primo frangente d’anno, un periodo di temperature miti (con temperature giornaliere sopra i dieci gradi) e carenza di precipitazioni: negli ultimi 15 giorni, infatti, secondo le elaborazioni della Coldiretti provinciale, le temperature si sono stabilizzate sopra la media e di pioggia non se ne vede l’ombra, specie nella fascia di pianura. Le previsioni per i prossimi giorni confermano questa tendenza: alcune piante, come i noccioli, hanno anticipato le fioriture, mentre il clima secco fa tornare i boschi del territorio sotto la lente di “osservati speciali”, per il timore degli incendi.
“San Mauro, Sant’Antonio Abate e San Marcello, solo per citarne alcuni, quest’anno purtroppo si sono presentati con la bisaccia vuota” commentano Fernando Fiori e Giovanni Luigi Cremonesi, presidente e direttore di Coldiretti Varese. “Lasciando stare i santi, e venendo ai fatti, il rischio, più che concreto, è di uno sconvolgimento dei cicli della natura con alberi da frutto che fioriscono in grande anticipo, ed una storica siccità invernale”.
I cambiamenti del clima, con il ritorno dello smog nelle città, smentiscono quindi i numerosi proverbi sul freddo di gennaio, dopo un anno che è stato il secondo più caldo di sempre sul pianeta facendo registrare una temperatura media sulla superficie della terra e degli oceani, addirittura superiore di 0,95 gradi rispetto alla media del ventesimo secolo, che fa classificare l’ultimo decennio come il più bollente dal 1880 in cui sono iniziate le rilevazione del Noaa.
Il risultato è che in orti e giardini del Varesotto sono già spuntate le primule, mentre non si escludono rischi per la salute delle colture per il possibile prossimo ed improvviso abbassamento della temperatura.
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