La convinzione di aver chiuso un affare e poi, improvvisamente, la spiacevole scoperta di una truffa, architettata alla perfezione ma senza tener conto di una variante: il rischio di essere smascherati.
Al centro della trattativa, che lo scorso anno aveva portato a Luino due imprenditori, uno di origini vietnamite e l’altro del Principato di Monaco, due Rolex offerti loro da un cittadino romeno ad un prezzo di 4.500 euro l’uno.
Un prezzo ritenuto vantaggioso dai due uomini, che dopo aver accettato questa prima offerta, concretizzata con uno scambio avvenuto in un bar del centro dopo accordi precedentemente raggiunti online, erano poi tornati a Luino per un secondo incontro con il venditore dell’Est, finalizzato all’acquisto di altri cinque orologi di lusso.
Una compravendita che però non ha avuto lo stesso successo della prima, e che si è interrotta al tavolo del bar davanti ai carabinieri, i quali hanno sequestrato gli oggetti bollandoli poi come contraffatti.
Per il cittadino romeno, denunciato per truffa e commercio di prodotti con segni falsi, come riporta oggi il quotidiano locale La Prealpina, si aprirà il prossimo marzo il processo. In un’aula del Tribunale di Varese, davanti al giudice Alessandra Mannino, l’uomo dovrà spiegare nel dettaglio la costruzione del piano, partendo dalle origini.
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