Ieri mattina, lunedì 18 marzo, la 2°B dell’Istituto Comprensivo “B. Luini” è stata invitata alla Festa Nazionale della Bandiera e dell’Unità d’Italia al Salone Estense di Varese. Gli alunni, accompagnati dai professori Ennio Cocco e Giovanni Petrotta, su un autobus di linea, hanno raggiunto Varese in mattinata.
Qui due giovani “guide”, due studenti liceali, hanno accompagnato gli alunni a visitare il Centro storico della città e in particolare la Varese risorgimentale (il monumento al Garibaldino, il campanile Bernasconi, la lapide in cui riposò, nel maggio del 1859, Giuseppe Garibaldi). Alle ore 10,45 la classe ha raggiunto il Salone Estense dove si è svolta la cerimonia alla presenza del sindaco Galimberti, delle autorità civili, militari, religiose e di alcune classi di istituti di Primo e Secondo grado.
La professoressa Margherita Giromini, una delle organizzatrici dell’evento, ha invitato a portare la scuola un suo contributo. Ecco il testo che ha letto benissimo l’alunno Samuele Caputo. Testo seguito con interesse dai presenti, confermato da un prolungato applauso.
I lettori possono leggere notizie sul Risorgimento a Luino sul sito della scuola media o su Luinonotizie del 19 novembre 2015. Sulla scommessa con i “nizzardi”, le notizie son state tratte dal libro di Renzo Fazio “Due secoli, una Banda e il suo Paese 1810-2010, il bicentenario del Corpo Musicale S. Cecilia di Germignaga”, pagine 35-39.
Buon giorno,
sono Samuele Caputo e sono uno studente dell’Istituto Comprensivo Bernardino Luini di Luino.Ovviamente noi a scuola studiamo con interesse e passione il Risorgimento italiano e le lotte per l’Indipendenza e per l’Unità dell’Italia e il periodo storico del Risorgimento a Luino fa parte della programmazione didattica d’Istituto.
Per quale motivo?Perché la città di Luino, e “i suoi immediati dintorni” come direbbe il poeta luinese Vittorio Sereni, è stata protagonista nel Risorgimento. Perché a Luino nel marzo del 1848 c’è stata una rivolta che ha cacciato gli austriaci e, subito dopo dalla città liberata, partirono più di duecento volontari per partecipare alle Cinque giornate di Milano.
In quei giorni sul ponte del fiume Tresa che collega Luino con Germignaga, si poteva leggere la scritta: “Viva l’Italia repubblicana”. Perché a Luino, ma questa è storia ben nota, il 15 agosto 1848, c’è stata la Battaglia di Luino, che vide Giuseppe Garibaldi vittorioso sugli austriaci ed è qui a Luino e nei giorni seguenti, nel varesotto, inseguito da 20.000 austriaci, che nacque “il Mito” di Garibaldi.
Perché a Luino, nel novembre dello stesso anno, e questa è una storia poco nota, il varesino Francesco Daverio, tentava ancora una volta una ribellione mazziniana. Ma non fu fortunato. Segnaliamo che sempre nel mandamento di Luino, nel marzo del 1861, al Primo Parlamento italiano, venne eletto il filosofo milanese federalista, Giuseppe Ferrari, che a differenza dell’amico Carlo Cattaneo, decise di partecipare alla vita parlamentare del Paese.
Luino ricorda il Risorgimento anche nella toponomastica. In Centro ci sono Piazza Garibaldi, via XV agosto, Piazza Risorgimento e a Voldomino inferiore esiste un circolo, una volta operaio, ora ricreativo- culturale, che si chiama “Circolo Risorgimento”.
Ma ci si è stato chiesto di trattare, in questo nostro intervento, del monumento dedicato dalla città a Giuseppe Garibaldi. Ed è di questo che ora vi dico. Si tratta, in assoluto, del primo monumento dedicato “all’Eroe dei due mondi”. Ecco la sua storia.
Nel giugno del 1863, Alessandro Puttinati, noto scultore romantico milanese, autore delle belle e discusse statue del “Masaniello”, di “ Paolo e Francesca”, e del monumento a Carlo Porta, scriveva una lettera al Comune di Luino dicendo di essere disponibile a scolpire, gratuitamente, una statua colossale al Generale Garibaldi. Una statua alta bel sei braccia milanesi (circa tre metri) in pietra di Viggiù.
Il Comune prontamente accolse la richiesta, ma la realizzazione, però, non fu un’impresa facile. Ci vollero ben quattro anni per erigere l’opera. Ci furono difficoltà a reperire i fondi e ci fu una scarsa partecipazione alle spese dei comuni limitrofi. Si chiese persino un contributo ai volontari che partivano per la guerra del 1866.
Intanto il monumento veniva scolpito non in pietra di Viggiù, ma in pietra ricavata dalle cave di Brenno Useria frazione di Arcisate, offerta gratuitamente dai Fratelli Cavezzeri. Il monumento venne infine inaugurato, con una pubblica manifestazione, nel novembre del 1867. A completare le spese intervenne Achille Longhi.
L’opera, sicuramente la conoscete tutti, si tratta di una statua raffigurante il Garibaldi in piedi con la sciabola sguainata che incita i patrioti all’attacco. Sul basamento c’era la seguente scritta: “Fra gli innumerevoli monumenti// E’ questo il primo in Italia// Che la riconoscenza pubblica// Ha innalzato all’Eroe popolare”.
Sul retro del monumento furono scolpiti i nomi dei quattro patrioti caduti nella Battaglia, quattro studenti dell’Università di Pavia. I loro nomi sono: Emilio Marangoni, Giuseppe Franzini, Carlo Sori, Urbano Lanza .
Nel 1885, al posto dell’iscrizione, venne posizionato un’opera in bronzo dello scultore milanese aderente al movimento della Scapigliatura Enrico Bazzaro in cui si riconoscono Garibaldi ed il moro Aguyar e, forse, il colonnello Medici e Francesco Daverio.Una curiosità sul monumento. Una storia di amicizia tra italiani e francesi. Nel dicembre del 1881 una delegazione di francesi di Nizza era venuta a Luino per vedere di persona il monumento dedicato a Garibaldi, in seguito ad una scommessa. L’Eroe dei due mondi era ancora in vita e i Francesi non credevano nell’esistenza dell’opera.
Arrivati a Luino e accertata la presenza reale del monumento, si organizzò una festa alla quale partecipò la banda musicale di Germignaga. Giorni dopo, per ringraziare dell’ospitalità, i “nizzardi” inviarono una loro bandiera al Corpo musicale di Germignaga. Bandiera che esiste ancora e che si può vedere visitando la loro sede.
Grazie dell’ascolto.
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