(articolo di Roberto Bramani Araldi) Voluta dal Presidente Federale, in ossequio ad uno dei punti del suo programma – le Società al centro del progetto – sabato 16 si è tenuta a Turate la Riunione plenaria delle Società di bocce della Lombardia. Numerosi i presenti, un centinaio le Società, oltre 150 i rappresentanti con folta partecipazione del Comitato di Varese, al cospetto dei Consiglieri Federali intervenuti in modo massiccio.
Oltre a Giunio De Sanctis e al Presidente Regione Lombardia Sergio Ripamonti, il Segretario Generale Riccardo Milana, il Presidente Vicario Moreno Rosati, il Consigliere Moreno Volpi, il Presidente Comitato Europeo Bruno Casarini e il Segretario Regione Lombardia Alessandro Bianchi. Breve benvenuto dal sindaco di Turate Alberto Oleari, altrettanto breve introduzione di Ripamonti poi il via ai lavori.
Il microfono passa nelle mani di Giunio che volge un soddisfatto sguardo circolare sulla sala quasi gremita e apre le chiuse dalle quali le acque iniziano a scorrere tumultuose: è uno spumeggiare espositivo, gli argomenti si susseguono e il suo eloquio ha il potere di coinvolgere emotivamente i convenuti.
Dopo aver ricordato che sono trascorsi quasi due anni dall’elezione, che la sua volontà e del Consiglio è di cambiare, non per il gusto di farlo, bensì per arrestare la visione dell’ineluttabilità della contrazione di società e d’iscritti, per creare visibilità e coinvolgimento dei giovani, delle donne, con un’attenzione particolare al settore della disabilità, di cui è paladino, non solo per la sua lunga militanza come Segretario Generale del CIP – Comitato Italiano Paralimpico – ma perché è l’unica sezione bocce – come boccia – pervenuta alle ParaOlimpiadi.
Certo, ammette, questo è un punto dolens, le bocce, pur essendo state presenti a Pechino come sport dimostrativo, non sono mai approdate alle Olimpiadi, molto per colpe proprie, perché le specialità – raffa, volo, petanque, senza dimenticare il beach/bocce – sono praticate in modo disomogeneo nei vari Paesi, hanno regolamenti confusi, non unitari, rendendo praticamente impercorribile il loro inserimento nell’arengo olimpico.
La visibilità è fondamentale, i recenti successi italiani ai Campionati Mondiali di raffa in Argentina non hanno avuto il riscontro mediatico che avrebbero meritato, anche se nei prossimi giorni approderanno sui RAI 1 di Fazio nella trasmissione “Che tempo che fa”. Si apre il capitolo delle critiche che pervengono sull’operato, il settore tecnico va rivisto, occorrono istruttori giovanili, perché manca la formazione, ci vogliono pacchetti formativi, bisogna portare le bocce nelle piazze per incrementarne la propaganda.
E’ giusto che i campioni siano retribuiti, come accade in ogni sport di vertice: sono l’immagine della bellezza di uno sport popolare, di massa, che deve ritornare ad esserlo. Le acque si sono inserite nel loro alveo, non sono più straripanti, si succedono gli interventi, in genere di critica costruttiva al fine di portare ai massimi vertici i problemi della base. Dopo il Veneto è stata la volta della Lombardia e il pomeriggio di Turate potrebbe essere una ventata determinante per mettere in fuga un po’ di nubi e consentire la riapparsa di visioni di sereno.
PILLOLE DI BOCCE
– Campionati Mondiali Raffa a Tucuman (Argentina) 6/10 marzo: Individuale Maschile – Campione – Gianluca Formicone (Italia), Individuale Femminile – Campione – Elisa Luccarini (Italia), Coppie Mista – 3° classificati – Chiara Morano/Luca Viscusi (Italia).
– Giovedì 14 marzo – Crenna – finale 52° trofeo Cremonese coppie: Barilani/Signorini – Alto Verbano (VA), Meloni/Varé – Cadoraghese (CO). Direttore Gara Gianni Tomasin.
– Venerdì 15 marzo – Cuvio – finale trofeo Cuviese: De Fendi/Zarini – Renese (VA), Biancotto/Chiappella – Possaccio (VCO). Direttore Gara Osvaldo Demo.
– Sabato 16 marzo – Vergiate – finale Trofeo Vergiatese: Chiappella/Turuani – Possaccio (VCO), Caleffi/Zanotti – S. Cassano (VA).
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