Lo storico e consolidato fenomeno del frontalierato tra Italia e Svizzera interessa mediamente ogni anno oltre 64mila lavoratori italiani, che ogni giorno si recano nella vicina Confederazione Elvetica per svolgere la propria attività lavorativa, nonché un numero rilevante di aziende, soprattutto artigianali.
Per la sua rilevanza economica, ma anche per le sue ricadute sociali sui comuni italiani, la Provincia di Varese, con le organizzazioni sindacali, con la Camera di Commercio e con l’Associazione Italiana Comuni di Frontiera ha deciso di costituire un Osservatorio Permanente, con l’obiettivo di affrontare ogni rilevante aspetto del lavoro transfrontaliero che abbia conseguenze/ricadute significative sui lavoratori stessi, nonché sul territorio italiano e ticinese interessati al fenomeno, e più ne dettaglio:
– monitorare i flussi dei lavoratori frontalieri, in ordine alla tipologie professionali, alla mobilità ed alla viabilità;
– divulgare le corrette informazioni circa gli Accordi Bilaterali Svizzera Unione Europea e loro applicazione a partire dai ristorni;
– valutare ed analizzare i problemi, recepire le istanze dei lavoratori frontalieri, al fine di farsi parte attiva a livello politico nei confronti di tutti quegli Enti, pubblici o privati, che a vario titolo ne sono coinvolti e possono fornire adeguate e ragionevoli risposte alle medesime istanze; nella fattispecie: norme in materia di ingressi di cittadini di paesi terzi, benefici sociali e fiscali, servizi sanitari, formazione, ricollocamento.
La firma dell’accordo che ha dato vita all’Osservatorio Permanente sul fenomeno del lavoro transfrontaliero con la Confederazione Svizzera è avvenuta questa mattina a Villa Recalcati.
Gunnar Vincenzi, presidente della Provincia di Varese: «In questi anni abbiamo molto lavorato sul tema del frontalierato e l’abbiamo fatto sempre coinvolgendo enti e istituzioni del territorio. La nascita dell’Osservatorio è quindi un segnale importante, che conferma la grande attenzione sul tema portato avanti da Provincia, insieme ai sindaci e amministratori dei Comuni di frontiera, agli enti e alle organizzazioni sindacali della provincia di Varese».
Paolo Bertocchi, Consigliere provinciale Istruzione e Formazione: «Come noi, anche la Provincia di Como darà vita a questa iniziativa. L’osservatorio sarà uno strumento che ci permetterà di lavorare su un fenomeno che ha numeri importanti e una forte ricaduta sul territorio. Sarà uno strumento utile per continuare ad affrontare una serie di temi, non solo economici, in modo più coordinato e istituzionale che interessano i territori di confine.
Giuseppe Augurusa, Presidente del Consiglio sindacale interregionale: «L’osservatorio sarà un tavolo di dialogo molto importante e che potrà esprimere il punto di vista del territorio. Un territorio molto significativo sotto il profilo del frontalierato. Affronteremo, certamente, oltre alla questione economica, anche quelle legate a queste fenomeno come quella della mobilità e della coesione sociale.
Giacomo Mazzarino di Camera di Commercio: «La questione dei frontalieri la seguiamo da anni. Ora uno degli obiettivi dell’Osservatorio sarà quello di lavorare alla costruzione di un rapporto con la controparte svizzera anche su temi non solo di natura economica».
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