Varese | 3 Agosto 2018

“L’amministrazione provinciale di centrosinistra penalizza l’Eremo di Santa Caterina del Sasso”

Marinella Colombo, capogruppo della Lega in Consiglio provinciale, esprime perplessità sulla scelta di non rinnovare la gestione del luogo agli Oblati di S. Benedetto

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Era circa la metà di gennaio quando il presidente della Provincia di Varese Gunnar Vincenzi, dopo un proficuo incontro con monsignor Franco Agnesi dell’Arcidiocesi di Milano, annunciava il raggiungimento di una nuova intesa tra le due parti sul futuro dell’Eremo di Santa Caterina.

Con l’avvicinamento della scadenza relativa alla convenzione con l’associazione Oblati di San Benedetto, da più di vent’anni impegnata nella gestione turistica e religiosa del monastero, subentrava infatti la priorità di stabilire un nuovo percorso per garantire ai visitatori l’accesso alla struttura e a tutti i servizi tradizionalmente offerti.

Un percorso che, proprio a margine di quell’incontro, si congiungeva all’entusiasmo mostrato dalla Fraternità Francescana di Betania, pronta ad incrementare l’attività turistica e spirituale di uno dei luoghi simbolo dell’intero territorio lacustre.

Una visione che ad oggi risulta essere tutt’altro che condivisa dagli esponenti varesini della Lega, intervenuti nelle ultime ore sul punto per esprimere tutte le perplessità riguardanti la decisione di non rinnovare il patto con la Comunità degli Oblati.

“L’amministrazione sta penalizzando l’Eremo di Santa Caterina del Sasso – ha affermato in merito Marinella Colombo, capogruppo della Lega in Consiglio provinciale, puntando il dito contro l’amministrazione di centrosinistra -. Non trovo al momento altra risposta, vista la decisione di non rinnovare la convenzione con l’Associazione Oblati di San Benedetto, che per oltre vent’anni ha gestito l’Eremo con attività di erboristeria, con la vendita di soggetti religiosi e artigianali, di propria produzione, e fornendo a chi si reca sul posto tutte le informazioni e tutti i materiali necessari alle visite”.

A suscitare la reazione della capogruppo è “un’ordinanza dell’amministrazione provinciale di fine luglio, che anticipa la chiusura dei due punti di accoglienza gestiti dalla Comunità, ovvero i principali punti di riferimento per tutti i turisti che si recano all’Eremo”.

“La Comunità – ha sottolineato Colombo – dovrebbe lasciare l’Eremo, dopo averlo gestito per ventidue anni, entro il prossimo ottobre, con la notevole difficoltà di un trasloco complesso, in presenza di un numero ancora elevato di visitatori. Per di più, a quanto ci risulta, senza mai aver ricevuto alcun tipo di osservazione sul loro operato, per oltre vent’anni. Anzi, parlando con i diretti interessati, ci è stato fatto notare come i gestori dell’attività abbiano sempre dato ampia disponibilità ai cambiamenti di orari, oltre ad aver supplito alle mancanze della Provincia stessa, aiutando per il mantenimento del decoro e della pulizia del luogo”.

Secondo l’esponente leghista, infine, “l’amministrazione provinciale ha preso una scelta che va nella direzione opposta rispetto a quella di incentivare il turismo del territorio. Una scelta di cui dovrà rispondere ai cittadini”.

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