Dopo la fortunata “Luinesi all’estero”, che periodicamente sta raccontando tutti quei concittadini che si sono trasferiti all’estero per costruirsi un futuro, oggi diamo il via ad un’altra rubrica che cercherà di raccontare la quotidianità di tutti quei pendolari italiani, i frontalieri, che ogni giorno varcano il confine per recarsi al lavoro.
“I nostri frontalieri” sarà così un viaggio tra le storie degli oltre 50mila frontalieri, dagli ultimi dati dello scorso anno, impiegati in Canton Ticino. La nostra volontà sarà quella di chiedere a tutti come vivono quotidianamente il rapporto con il loro lavoro tra gli aspetti positivi e quelli negativi, esprimendo il loro parere sulle difficoltà, come il traffico o i potenziali effetti dell’accordo Roma-Berna, e sui punti di forza, come lo stipendio ed una maggior stabilità lavorativo-economica rispetto all’Italia.
La prima testimonianza che abbiamo voluto raccontare è quella di Marco Pucci, luinese doc che prima di laurearsi all’Università Statale di Milano si è diplomato al Liceo Scientifico “Vittorio Sereni” di Luino. Oggi è impiegato nel reparto di Controllo & Qualità della IBSA di Grancia.
Da quanto lavori in Svizzera?
Lavoro in Canton Ticino dal 2014, dopo aver fatto una breve esperienza come stagista nel 2013 a Biasca. Il primo anno ho lavorato tramite un contratto temporaneo, poi sono stato assunto a tempo indeterminato.
Di che lavoro si tratta?
Sono impiegato nel Controllo & Qualità nel reparto materiali di confezionamento della IBSA, a Grancia. Sono analista nel laboratorio per il controllo dimensionale dei materiali di confezionamento dei farmaci.
Perché la scelta di andare a lavorare in Ticino?
Dopo la laurea in Chimica alla Statale di Milano, cercavo un lavoro indipendente in Italia o Svizzera. Ho avuto l’opportunità alla IBSA e l’ho sfruttata. La mia non è stata una vera e propria scelta, ma più che altro è stata la prima opportunità di lavoro che mi si è presentata davanti.
In che modo sei stato assunto?
Dopo essermi laureato ho mandato curriculum sia in Italia che in Ticino e dopo una settimana sono stato subito contattato per un colloquio in Svizzera. Mi rendo conto di esser stato molto fortunato.
Come si svolgono le tue giornate lavorative?
Mi sveglio verso le 6 e parto da Luino per essere a lavoro a Grancia alle 7.30. Finisco alle 16.30, anche se in teoria ho una discreta libertà poiché abbiamo orari flessibili: potrei iniziare dalle 7.30 alle 8.45 e fare 8 ore lavorative con un’ora di pausa pranzo. Non ci sarebbero problemi. In ogni caso, quando capita di essere in ritardo rispetto al normale avviso sempre il mio responsabile, per correttezza.
Quale rapporto con i colleghi?
Il rapporto coi colleghi è molto buono, ma lo è anche con il mio superiore e con le altre persone dell’azienda con le quali lavoro ogni giorno.
Quali difficoltà riscontri quotidianamente?
La difficoltà maggiore è sicuramente legata al traffico. Da casa mia alla sede lavorativa, che dista poco più di 20 km, ci vuole circa un’ora al mattino. Nel pomeriggio per far ritorno a casa, invece, ci metto quasi due ore. Per questo motivo l’anno scorso ho comprato una moto che mi ha agevolato il tragitto. Fortunatamente, però, il cantone e le aziende stanno cercando di mettere in atto un sistema di mobilità sostenibile atto a migliorare questa problematica.
Quali le preoccupazioni rispetto l’accordo Roma-Berna per la doppia imposizione fiscale?
L’accordo Roma-Berna credo sia un tema complesso che riguarda un’ampia fascia di abitanti al confine. Ovviamente nessun frontaliere vuole avere una doppia imposizione fiscale poiché potrebbe perdere senso lavorare in Svizzera. Se guadagnassimo come in Italia, facendo tanti sacrifici tra traffico ed orario, non penso varrebbe la pena. Allo stesso tempo, però, anche il Ticino non penso si possa permettere di perdere tutta la forza lavoro italiana: sarebbe un danno economico per il cantone stesso. In ogni caso ultimamente il dibattito si è un po’ attenuato e dovremo capire se verrà sottoscritto a tutti gli effetti. La situazione non è chiara.
Quali le tue speranze per il futuro?
Mi piacerebbe continuare il lavoro che faccio sempre nel mio settore. Lavorare in Ticino ha sicuramente più aspetti positivi che negativi, ma non so proprio cosa mi riserverà il futuro.
E infine, come ti vedi tra dieci anni?
Domanda difficile… non ho proprio idea. Sicuramente sarà importante continuare ad avere una stabilità economica per pensare di costruire qualcosa.
Se volete raccontarci la vostra esperienza quotidiana, mandateci una mail a redazione@luinonotizie.it con oggetto “I nostri frontalieri”.
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