Luino | 24 Settembre 2017

Domani al Sociale di Luino “La corazzata Potëmkin”, per sfatare il “mito Fantozzi”

Dopo la proiezione del capolavoro russo, vi sarà un dibattito. Ad organizzare l'evento, inserito nella rassegna cineforum del lunedì, Angelo Franco Aschei

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Il famoso capolavoro russo del 1925, del regista Sergej M. Ejzenstejn, reso famoso in Italia grazie allo sfogo del ragionier Ugo Fantozzi nel film “Il secondo tragico Fantozzi”, domani sera verrà proiettato, nella sua versione restaurata, alle 21 presso il Teatro Sociale di Luino.

Ad organizzare l’iniziativa cinematografica, inserita nel programma culturale dell’Osservatorio appena nato a Germignaga, è Angelo Franco Aschei, conosciuto intellettuale lacustre, in occasione dell’anniversario dei centenario della Rivoluzione Russa.

Dopo la proiezione sarà un docente luinese di Lettere a raccontare il ruolo di alcuni abitanti di Voldomino, che parteciparono proprio ad uno degli eventi storici più significativi del Novecento. Inoltre, seguirà un dibattito con tutti i partecipanti. L’intento è quello di coinvolgere tanti luinesi, anche solo per curiosità, affinché possano conoscere maggiormente una tra le pellicole che ha scritto la storia del cinema russo.

La trama. Racconto, parzialmente inventato, dell’ammutinamento dei marinai dell’incrociatore corazzato Kniaz Potemkin Tavricevskil, scoppiato a Odessa il 27 giugno, uno degli episodi che si svolsero in Russia durante i movimenti rivoluzionari del 1905. Commissionato dal governo sovietico per il ventennale, il film è costruito come un dramma in cinque atti: ognuno di questi, paragonabili ai movimenti di una sinfonia, è imperniato su un elemento che ne costituisce l’unità visiva. Questo breve poema epico che è anche uno straordinario esempio di cinema di propaganda rappresenta, nel tormentato itinerario di Ejzenstejn, il momento di equilibrio e armonia tra ideologia e formalismo, ricerche d’avanguardia e tradizione, teoria e pratica.

Il film fu proiettato per la prima volta il 21 dicembre 1925 al Teatro Bolscioi di Mosca, e dal gennaio 1926 distribuito con tiepido successo di pubblico che aumentò dopo che fu proiettato nello stesso anno al Kamera Theater di Berlino, alla presenza del regista, con un’accoglienza entusiastica. Per un quarto di secolo in Occidente, comunque, con poche eccezioni, fu visto soltanto nei cineclub. Nel 1950 ne fu curata un’edizione sonora con musiche di Nikolaj Kriukov, leggermente più corta di quella muta del 1926 (inquadrature perdute o censurate), con un commento un po’ enfatico. Fu distribuita in Italia nel 1960 (con la voce di Arnoldo Foà). Nel 1976 ne fu fatta un’altra edizione con musiche di Dimitrij Sostakovic.

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