29 Marzo 2017

Manovre salva-vita, a scuola solo in cinque stati Ue. IRC: “Fondamentali per tutti”

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Disostruzione delle vie respiratorie ma anche massaggio cardiaco: le manovre salva-vite possono salvare migliaia di vite ogni anno ma in soli 5 stati (Belgio, Danimarca, Francia, Italia e Portogallo) è presente una legislazione che ne regola l’insegnamento agli studenti. In altri 16 Stati è stato dato soltanto un suggerimento all’insegnamento, mentre in tutti gli altri Paesi europei al momento non è previsto nessun intervento in materia. Ma non solo.

Manovre salva-vita, a scuola solo in cinque stati Ue. Gruppo italiano rianimazione: "Fondamentale per tutti"

(vimeocdn.com)

Manovre salva-vita, a scuola solo in cinque stati Ue. IRC: “Fondamentali per tutti””. Anche nei Paesi in cui è presente una legislazione in materia, si riscontrano diversi problemi organizzativi la cui soluzione, richiede un maggiore supporto da parte delle istituzioni. A due anni dall’approvazione da parte della Oms della dichiarazione “Kids Save Lives”, la situazione europea sulla diffusione dell’educazione in tema di rianimazione cardiopolmonare e primo soccorso nelle scuole è ancora molto disomogenea. Il documento, proposto congiuntamente da diverse associazioni europee tra le quali IRC – Italian Resuscitation Council -, raccomanda l’inserimento nei programmi di tutte le scuole del mondo di due ore di formazione all’anno sulla rianimazione cardiopolmonare per i ragazzi dall’età di 12 anni.

La rianimazione come abilità permanente contro l’arresto cardiaco. L’obiettivo e’ di far si’ che la rianimazione cardiopolmonare possa diventare un’abilità permanente come andare in bicicletta o nuotare. “Siamo convinti – dichiara Federico Semeraro, Presidente di Italian Resuscitation Council – che la formazione al primo soccorso in giovane età sia di fondamentale importanza per il bene di tutti. La diffusione di queste conoscenze, favorite dalla spinta legislativa e dalla campagna di sensibilizzazione a livello mondiale, potrebbe aumentare notevolmente le possibilità di rimanere in vita in caso si venga colpiti da arresto cardiaco”. L’arresto cardiaco è ancora oggi la terza causa di morte nei Paesi industrializzati, con un totale di oltre 700.000 decessi ogni anno in Europa e di oltre 400.00 negli Stati Uniti. Un numero spaventoso che potrebbe essere dimezzato. (ANSA)

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