21 Dicembre 2016

Unanimità dal consiglio provinciale per la tutela dei piccoli ospedali. Solidarietà ai frontalieri

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Si è tenuto nella giornata di ieri il consiglio provinciale nel corso del quale tra le mozioni presentate figuravano anche quella a tutela dei “piccoli” ospedali, votata all’unanimità. I consiglieri: “I presidi sanitari decentrati devono continuare a essere punti di riferimento per il territorio”. Inoltre, presentata da “Civici democratici” ed Esperienza civica”, è passata anche la mozione sull’episodio che accaduto alla frontiera di Lavena Ponte Tresa lo scorso 5 dicembre, quando la Polizia Cantonale ha chiuso il valico per diverse ore dopo la tentata rapina alla Raiffeisen di Molinazzo di Monteggio. Solo ieri anche la mozione presentata dal consigliere regionale, Luca Marsico, al Pirellone.

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Votata all’unanimità dal Consiglio la mozione riguardante la tutela dei presidi sanitari decentrati. Dopo un’ampia discussione, durante la quale tutti i gruppi consiliari hanno espresso condivisione di intenti nella tutela degli ospedali decentrati, sottolineandone l’utilità e il valore per i cittadini e il territorio, è stato chiesto, nell’attuazione della riforma, l’utilizzo di un metodo di condivisione e informazione dei sindaci e degli amministratori locali, attraverso gli organismi della Conferenza dei sindaci di Ats Insubria. Il Consiglio, infatti, non solo impegna il Presidente della Provincia di Varese Gunnar Vincenzi, ma anche il Presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Ats Samuele Astuti (richiesto con un emendamento di Lega Nord e Forza Italia) a chiedere a Regione Lombardia il mantenimento dei servizi e dei livelli di assistenza qualitativamente elevati, anche nei piccoli ospedali di provincia. Al termine della discussione, la mozione a difesa della sanità pubblica e della tutela dei piccoli ospedali del territorio viene votata all’unanimità dal Consiglio provinciale.”L’obiettivo della mozione è quello di tutelare gli ospedali di Angera, Cittiglio, Tradate, Somma Lombardo, Luino e Cuasso e tutti i cittadini che vi fanno riferimento – ha dichiarato il consigliere provinciale Cristina Riva –. Sono molto soddisfatta del dibattito proficuo e costruttivo che ha portato al sostegno unanime del documento”.

Presenti nella sala consigliare i sindaci dei comuni limitrofi agli ospedali. Ad essere presenti nella sala di Villa Recalcati anche i sindaci dei comuni limitrofi agli ospedali di Angera, Cittiglio e Tradate. Presenza che testimonia il loro impegno in difesa dei presidi ospedalieri del loro territorio. Ma non finisce qui, infatti è volontà del Consiglio che l’approvazione della mozione solo il primo passo nella direzione di un’amministrazione locale più attiva sul versante della programmazione sanitaria. Lo stesso vicepresidente Marco Magrini, che ha presentato la mozione nel dettaglio ha dichiarato infatti che “l’obiettivo raggiunto questa sera con l’unanimità alla mozione deve essere un punto di partenza per far sì che i sindaci diventino parte attiva delle programmazione sanitaria del territorio attraverso un maggior coinvolgimento nell’attuazione della riforme”.

Tra le mozioni anche quella riguardante i frontalieri relativa all’episodio accaduto alla frontiera di Lavena Ponte Tresa, ad astenersi Lega Nord e Forza Italia. Votata con i voti a favorevoli della maggioranza e l’astensione di Lega Nord e Forza Italia l’altra mozione presentata da “Civici democratici” ed “Esperienza civica”, per esprimere solidarietà ai lavoratori frontalieri e censura a decisioni unilaterali contro la libera circolazione delle persone. Il documento fa riferimento al fatto accaduto lo scorso 5 dicembre quando le autorità di polizia elvetiche hanno unilateralmente chiuso i valichi di Ponte Tresa, Ponte Cremenaga e altri del territorio tra le ore 17.30 e le ore 19.30. Una decisione che si è ripercossa su centinaia di lavoratori frontalieri che sono rimasti bloccati per diverse ore al confine tra Italia e Svizzera. “Con questa mozione – dichiara il capogruppo Paolo Bertocchi – richiamiamo tutte le istituzioni a fare la propria parte per mantenere i buoni rapporti tra Italia e Svizzera, evitando decisioni unilaterali che rischiano solo di ripercuotersi sui lavoratori frontalieri e di creare un clima di tensione di cui nessuno sente l’esigenza”.

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