17 Novembre 2016

Sport estremi e cinema: “Don’t crack under pressure – season two” un film oltre i limiti

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Dopo i successi europei e l’anteprima mondiale di Parigi (18 Novembre), arriva in esclusiva nei cinema The Space di tutt’Italia l’ultimo episodio del corpus di film prodotti dal team “La Nuit de La Glisse” sui campioni internazionali degli sport action, outdoor ed estremi “Don’t crack under pressure – season two”, in sala solo nelle due date 30 Novembre e 1 Dicembre.

Il film, una vera sfida a superare i limiti umani e un concentrato di energia e adrenalina, è prodotto e diretto da Thierry Donard, filmmaker sportivo che racchiude in sé gli straordinari requisiti artistici e tecnici oltre che fisici imprescindibili per la realizzazione di tale eccezionale documento, interamente girato in tecnologia 4K nei più remoti angoli del pianeta e alle prese con inimmaginabili performance da record. Cos’hanno in comune alcuni tra i più eroici atleti, campioni dello sport e recordmen provenienti da Tahiti, Svezia, Australia, Italia, Messico, Stati Uniti, Hawaii e Svizzera? Forse la determinazione utile a rialzarsi dopo il fallimento di una caduta, il coraggio di rimettersi in gioco dopo aver riportato una ferita oppure l’umiltà nel gestire i propri successi? I film di La Nuit de la Glisse documentano le avventure di uomini e donne pieni di una gioia di vivere che straripa nella passione per una vera e propria arte: la capacità di restare fedeli allo stile di vita scelto, nello sport come nella vita di tutti i giorni, in cui risiede l’arte del vivere.

Gli atleti. Tuta alare: Van Monk, Mathias Wyss / Sci: Loic Collomb-Patton, Karsten Gefle, Wille Lindberg / Snowboard: Matt Annetts / Surf: Matahi Drollet, Mateia Hiquily, Tikanui Smith, Hira Teriinatoofa / Skateboard: Richie Jackson / KiteSurf : Jesse Richman / Kayak : Eric Deguil, Sofia Reinoso / SUP: Zane Schweitzer / Recordman Mondiale Apnea: Davide Carrera.

Thierry Donard ha fatto della sua fondamentale passione per cinema e sport una ragione di vita dalla forza contagiosa: “Ho sempre sentito una passione per la realizzazione di film legati allo sport. La label Nuit de la Glisse è stata creata da un gruppo di sciatori e surfisti nel 1984, allo scopo di condividere le intense emozioni catturate dai miei film con il pubblico e enfatizzare la dimensione più umana della storie narrate, delle personalità e delle passioni di uomini e donne protagonisti. Sottolineare la matrice ecologica del loro stile di vita è un altro importante aspetto del progetto, la nozione di essere umano responsabile. Sono forse queste le ragioni alla base del grande successo registrato nel corso degli anni dai film DCUP e dai suoi protagonisti”.

Tra i requisiti fondamentali per la realizzazione di Don’t Crack Under Pressure 2 (che fa seguito alla prima stagione del 2015), la pazienza di quanti vi hanno contribuito ha rappresentato un must, insieme alla capacità di stabilire previsioni climatiche scientificamente ineccepibili, utili ad individuare con estrema precisione le condizioni ottimali per ottenere i massimi risultati dall’ambiente naturale che circondava atleti e crew tecnica. Quando finalmente quelle particolari, attesissime condizioni ambientali si preannunciano, in un preciso momento e in un determinato luogo, non c’è scusa che tenga per non approfittare di circostanze più uniche che rare a verificarsi, né dubbio da porsi o rischio da temere di affrontare che possano giustificare la minima esitazione: semplicemente, in quei momenti irripetibili non è consentito crollare sotto la pressione.

I luoghi e l’impegno ecologico. La realizzazione di questo film ha implicato il raggiungimento di location del tutto inconsuete (alcune totalmente inedite) confrontandosi con situazioni fuori dal comune in luoghi del mondo che vanno dal Messico zapatista ai picchi delle Dolomiti, dalle profondità della Polinesia al cuore delle Alpi al resto d’Europa – fino al gran finale, quando tutti i coinvolti si sono riuniti nell’arena mitologica dei fiordi della Norvegia: la terra promessa fatta di luce e contrasti, un posto unico che riesce a raccogliere in un breve raggio tutti gli sport praticati nel film. Don’t Crack Under Pressure 2 è una produzione fortemente improntata a scelte legate all’ecologia, come spiega Thierry Donard: “La pratica degli sport freeride o estremi impone una grande disciplina di vita e, soprattutto, richiede grande forza di volontà per resistere allo sforzo e alla sofferenza fisica. Tale determinazione si raggiunge solo attraverso una vera simbiosi con gli elementi che fanno evolvere la Natura. Si tratta di una vera filosofia di vita che porta inevitabilmente al più profondo rispetto per il nostro pianeta, poiché l’impegno ecologico non è un mestiere ma uno stato d’animo. Credo sinceramente che chi pratica sport in montagna o mare, tra tutti gli altri sportivi che vivono allineati al ritmo della nostra Madre Natura, siano testimoni privilegiati delle sue evoluzioni climatiche e paesaggistiche”. (ANSA)

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