Un’opera d’arte ridotta in frantumi e una riflessione che va oltre il danno materiale, chiamando in causa il valore della cultura, la tutela degli spazi pubblici e il ruolo delle istituzioni. È quanto accaduto nella frazione di San Paolo, dove la tavola panoramica in ceramica realizzata e donata alla collettività dall’artista Massinissa Askeur è stata distrutta.
A intervenire sulla vicenda è il gruppo civico “Uniti per Marchirolo”, che attraverso una nota esprime amarezza per l’accaduto e solleva interrogativi sulla cura del patrimonio artistico e simbolico del paese.
Secondo quanto riferito dal gruppo, la tavola è stata ridotta in frantumi e parte dei frammenti risulta ormai irrimediabilmente perduta, rendendo impossibile un intervento di restauro. Una perdita che, per “Uniti per Marchirolo”, non riguarda soltanto l’opera in sé, ma anche il significato del gesto con cui era stata messa a disposizione della comunità.
Nella propria presa di posizione, il gruppo civico critica quella che definisce una mancata attenzione istituzionale, sia al momento della donazione dell’opera sia dopo la sua distruzione.
«Come gruppo civico Uniti per Marchirolo riteniamo che liquidare questo episodio come una mera intemperanza individuale significhi compiere un grave errore di prospettiva», si legge nella nota, che invita a considerare il valore degli spazi pubblici come luoghi nei quali si costruiscono e si riconoscono l’identità e le relazioni di una comunità.
Il ragionamento proposto dal gruppo si sposta quindi dal singolo episodio a una questione più ampia: la responsabilità collettiva nella salvaguardia della bellezza e dei beni che contribuiscono a definire il volto di un territorio.
«Quando un’opera d’arte nasce nell’indifferenza di chi governa e successivamente viene frantumata nell’oblio senza che l’autorità pronunci una sola parola, non si distrugge soltanto la materia: si spezza la trama simbolica che tiene unito un paese», sostiene Uniti per Marchirolo.
Nella riflessione del gruppo trova spazio anche il riferimento alla teoria delle “finestre rotte”, secondo cui i segnali di incuria e di mancata tutela possono favorire il progressivo deterioramento degli spazi condivisi e dei comportamenti civici.
Uniti per Marchirolo richiama così l’attenzione sul rapporto tra la cura del territorio, la promozione della cultura e la responsabilità delle istituzioni. Il rischio, secondo il gruppo, è che la mancanza di attenzione verso le opere artistiche e i luoghi pubblici alimenti una percezione di abbandono, indebolendo il senso di appartenenza dei cittadini.
Da qui la critica a quella che viene definita una «strutturale afasia culturale», espressione con cui il gruppo descrive la presunta mancanza di una risposta istituzionale adeguata sia alla donazione sia alla successiva distruzione della tavola panoramica.
La nota si conclude con un appello a superare la rassegnazione e a riconoscere alla cultura un ruolo centrale nella vita del paese.
Per “Uniti per Marchirolo”, la tutela dell’arte non può essere considerata un aspetto secondario dell’amministrazione del territorio, ma deve diventare parte integrante di una politica orientata alla cura degli spazi comuni e alla valorizzazione delle iniziative che arricchiscono la comunità.
«La bellezza e la cultura non costituiscono un superfluo ornamento, ma rappresentano il dispositivo politico ed etico fondamentale per la rigenerazione di una comunità», afferma il gruppo civico, auspicando un’amministrazione capace di accogliere le donazioni artistiche e di promuovere una maggiore attenzione verso il patrimonio locale.
La vicenda della tavola panoramica di San Paolo diventa così, nelle parole di Uniti per Marchirolo, un’occasione per aprire una riflessione sul futuro del paese e sul valore attribuito ai suoi luoghi simbolici.
«I cocci abbandonati della tavola panoramica di San Paolo devono servire da amaro monito per il futuro», conclude il gruppo, chiedendo di riaffermare la necessità di un impegno concreto nella tutela, nella promozione e nella valorizzazione della bellezza e della cultura.
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