Mesenzana | 21 Ottobre 2026

Mesenzana, delitto di Mariella Chiari: Renato Bianchi rinviato a giudizio

La Corte d'Assise di Varese dovrà giudicare il 79enne accusato di aver ucciso la moglie a coltellate lo scorso 15 novembre. Richiesta una nuova perizia psichiatrica. Avvio il 27 novembre

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Renato Bianchi è il 79enne che il 15 novembre dell’anno passato ha ucciso a coltellate Mariella Chiari, sua moglie, presso la loro abitazione situata a Mesenzana. L’uomo sarà giudicato davanti alla Corte d’Assise di Varese, con l’apertura del dibattimento il 27 novembre.

La decisione è stata presa ieri, martedì 20 ottobre, dal giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Varese, Rossana Basile, la quale ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio dell’uomo avanzata dal pubblico ministero Stefania Nadalini, secondo quanto riportato anche in un articolo odierno, firmato da Massimiliano Martini, sul quotidiano La Prealpina.

Il giudice ha respinto, invece, l’istanza avviata dal difensore dell’uomo, l’avvocato Andrea Toppi, di disporre una perizia psichiatrica già in questa fase. La questione, infatti, sarà nuovamente sottoposta all’attenzione dei giudici il 27 novembre. Inoltre, nessun familiare della vittima si è costituito parte civile nel procedimento.

A carico di Bianchi sono contestate due aggravanti: quella dei futili motivi e del rapporto di parentela con la vittima. La loro presenza, con la previsione dell’ergastolo come pena massima, ha impedito alla difesa di chiedere il rito abbreviato.

Nel corso delle indagini, una consulenza psichiatrica, disposta dalla Procura, aveva rilevato un vizio parziale di mente, ritenendo fortemente scemata la possibilità di intendere e di volere di Bianchi al momento del reato. Nel caso in cui fosse riconosciuto colpevole, questa condizione potrebbe perciò comportare una riduzione della pena.

In aggiunta, era stato diagnosticato all’uomo anche un disturbo neurocognitivo. Da qui la volontà della difesa di ottenere un ulteriore accertamento, che permetta di verificare le condizioni psichiche attuali e la capacità del 79enne di partecipare consapevolmente al processo.

Arrestato dalla compagnia dei carabinieri di Luino subito dopo il delitto, Bianchi aveva confessato l’omicidio, senza tuttavia riuscire a indicare con chiarezza le ragioni del gesto. Il suo racconto era apparso confuso, caratterizzato da ripetuti vuoti di memoria. Secondo l’ipotesi investigativa, all’origine dell’aggressione ci sarebbe stata una lite per questioni economiche legate ai gratta e vinci, una passione condivisa dai due coniugi.

La discussione sarebbe poi degenerata: l’uomo avrebbe prima colpito la moglie con un pugno al volto e successivamente l’avrebbe raggiunta con una decina di coltellate al petto, mentre la donna si trovava già a terra. Sarà il processo davanti alla Corte d’Assise di Varese a proseguire l’accertamento delle responsabilità per l’omicidio di Mariella Chiari.

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