Varese | 19 Ottobre 2026

Università dell’Insubria, 44 ricercatori nella classifica mondiale degli scienziati più influenti

Cresce anche il numero degli studiosi presenti nella graduatoria relativa all’intera carriera: sono 33, contro i 29 dell’edizione precedente e gli 8 del 2019

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L’Università degli Studi dell’Insubria rafforza la propria presenza nella ricerca internazionale. Sono 44 gli studiosi associati all’Ateneo inseriti nella “World Top 2% Scientists 2026″, la classifica che individua i ricercatori con il maggiore impatto scientifico nelle rispettive discipline, sulla base dei dati bibliometrici relativi al 2025.

Il risultato riguarda la graduatoria annuale, che misura l’impatto delle pubblicazioni scientifiche nell’ultimo anno. Sono invece 33 gli studiosi dell’Insubria presenti nella classifica che prende in considerazione l’intera carriera scientifica, rispetto ai 29 dell’edizione precedente e agli 8 del 2019. Un andamento che evidenzia la crescita della visibilità internazionale dell’Ateneo e la continuità del lavoro svolto dai suoi gruppi di ricerca.

La “World Top 2% Scientists” si basa su un database che comprende oltre 11 milioni di scienziati, suddivisi in 22 aree scientifiche e 174 sottosettori disciplinari. La selezione individua i primi 100mila ricercatori per punteggio complessivo oppure gli studiosi che rientrano nel 2% più alto del proprio settore.

L’analisi utilizza dati provenienti da Scopus e diversi indicatori bibliometrici, tra cui il numero di citazioni, l’h-index e parametri che considerano la coautorialità e il contributo individuale degli autori.

I ricercatori dell’Insubria presenti nella graduatoria operano in numerosi ambiti, dalla biologia alla medicina, dalle scienze ambientali alla fisica, fino alla chimica, all’informatica e alla matematica.

Una pluralità di competenze che testimonia il carattere multidisciplinare dell’Università e il contributo dei suoi studiosi allo sviluppo delle conoscenze scientifiche e tecnologiche, con ricadute che spaziano dalla salute umana alla sostenibilità ambientale.

Il professor Loredano Pollegioni, delegato della rettrice per Ricerca e Innovazione, invita tuttavia a interpretare i risultati con attenzione.

«La World Top 2% Scientists rappresenta uno dei numerosi strumenti disponibili per valutare la produzione e l’impatto della ricerca. Come ogni analisi bibliometrica, restituisce una prospettiva specifica e deve quindi essere interpretata con attenzione», sottolinea, evidenziando l’importanza di osservare soprattutto l’andamento dei risultati nel tempo, senza considerarli una graduatoria assoluta di merito tra singoli ricercatori o discipline.

Pollegioni richiama inoltre il contributo delle diverse generazioni di studiosi: da chi ha costruito negli anni il patrimonio scientifico dell’Ateneo ai ricercatori più giovani, chiamati a garantirne il rinnovamento e le prospettive future.

Il risultato, conclude il delegato, è quindi espressione del lavoro dell’intera comunità scientifica, dei gruppi di ricerca e delle collaborazioni nazionali e internazionali dell’Università.

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