Il fiume Margorabbia è sicuramente presente nella vista e nella memoria di molte persone che vivono nell’alto Varesotto, ma quante ne hanno mai risalito il corso? Qualcuno l’avrà certamente fatto, ma a raccontare questa particolare esperienza sui social network è stato il trentenne Riccardo Bacilieri, che sul suo profilo Instagram ha pubblicato una miniserie di vlog dedicati a questa avventura.
Laureato in Scienze Naturali e da sempre appassionato di natura e osservazione – da condividere con gli amici o da vivere in solitaria, perché «la natura aiuta anche a ritrovare se stessi» – ha scelto di intraprendere questo percorso di oltre 30 km con un duplice scopo: raccogliere in un unico momento una lunga serie di ricordi personali legati a questo fiume e dare valore alla bellezza di un territorio a pochi passi da casa, ma non sempre ben conosciuto.
«Il Margorabbia è un po’ il fiume di casa mia e ho voluto raccontarne, risalendolo al contrario, i punti più belli e significativi come le cascate di Ferrera o l’orrido di Cunardo, che sono luoghi fantastici», ci ha spiegato, con un occhio attento alla promozione e alla valorizzazione di un’area di grande pregio naturalistico da scoprire poco per volta, senza la necessità di andare troppo lontano e senza cadere nelle trappole dell’overtourism.
Partito da Germignaga, Bacilieri ha seguito da vicino il corso d’acqua – talvolta camminandoci anche dentro – tenendo ferma, come meta finale, l’individuazione della sua sorgente. Toccando il sempre affascinante salto della cascata Fermona e arrampicandosi su rocce e ferrate anche laddove il sentiero non era tracciato, il trentenne ha attraversato il già citato orrido di Cunardo, tra gole e pipistrelli, per poi approdare sulla riva del lago di Ghirla. Qui, ha scelto di attraversarlo a remi, fin dove ha potuto, a bordo di una canoa kayak.
E poi lago di Ganna e fonte di San Gemolo, per poi approdare nell’adiacente Val Castellera (o Valvassera), nota per le miniere che vi si trovavano, dove un’altra imponente cascata da superare, unita al termine della giornata, lo ha costretto a fermarsi prima di trovare la sorgente del Margorabbia. Una missione, però, solamente rimandata di qualche giorno.
«Dopo che mi sono arreso ci ho voluto riprovare, perché mi mancava veramente poco», spiega Bacilieri nell’ultimo dei tre video pubblicati. L’ultima parte del suo percorso lo ha visto dunque risalire il monte Martica – inoltrandosi in un panorama ricco di tinte autunnali – per poi ridiscenderne una parte e raggiungere, finalmente, il suo obiettivo: dapprima un minuscolo rigagnolo, poi qualche pozza, infine il primo letto del torrente con l’acqua che inizia a scorrere tra foglie e rocce nei primi metri dei circa 19 km che lo portano a sfociare nel Tresa e, di lì, nel lago Maggiore.
Insomma, quella di Riccardo Bacilieri è stata un’avventura caratterizzata da momenti più facili e altri in cui la fatica e le difficoltà non sono mancate, ma la conoscenza del territorio e l’esperienza gli hanno permesso di non mollare e di trovare tutte le soluzioni utili per completare il cammino alla ricerca della sorgente del Margorabbia. Un cammino che gli ha permesso di scoprire ancora più da vicino – e di raccontare con un linguaggio semplice ed estremamente diretto – un paesaggio che si modifica continuamente, passando dalla tranquilla pianura a fitti boschi ricchi di vegetazione, in alcuni punti dal carattere quasi tropicale, attraverso canyon e antri rocciosi.
«È stato bellissimo», chiosa il trentenne, che non ha certo intenzione di fermarsi qui: il suo desiderio, infatti, è quello di portare avanti progetti analoghi anche coinvolgendo altre persone interessate e creare contenuti come quelli appena postati su Instagram per valorizzare non solo il territorio dell’alto Varesotto, ma, guardando oltre, anche quello lombardo e italiano. Non a caso, conclude, «spero di poterlo fare ancora».
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