Un PGT che guarda al futuro di Cittiglio, al modo di prendersi cura del territorio e alle opportunità da offrire alle prossime generazioni. È questo, in sintesi, il fulcro della nuova variante generale al Piano di Governo del Territorio presentata e adottata durante l’ultima seduta del consiglio comunale del 9 settembre scorso.
A illustrare i principi che hanno guidato la redazione della variante, oltre al vicesindaco Diego Fiore che ha introdotto il documento, sono stati anche i progettisti, l’architetta Anna Manuela Brusa Pasquè e l’avvocato Emanuele Boscolo.
«Quando parliamo di Variante al Piano di Governo del Territorio – ha affermato il vicesindaco Fiore – non stiamo discutendo semplicemente di norme urbanistiche o di perimetri su una carta. Stiamo parlando, in realtà, di una scelta politica di fondo». Questo perché, secondo l’amministrazione cittigliese, il PGT vigente (approvato nel 2012 e con una successiva variante approvata nel 2016) necessita di un «aggiornamento strutturale» che vada incontro a un contesto e a un quadro normativo, ambientale ed economico diverso, che pone di fronte a «nuove sfide che non possono essere affrontate con semplici ritocchi».
In particolare, la spinta per «ripensare in modo responsabile e consapevole il governo del territorio», ha spiegato Fiore, è nata dai criteri sempre più stringenti che Regione Lombardia ha delineato per la riduzione del consumo di suolo, letti non come un vincolo da subire, ma come un’occasione».
Dal novembre 2023, momento in cui è stato avviato il processo per la nuova variante, la scelta dell’amministrazione di Cittiglio è stata quella di avere a disposizione una Valutazione Ambientale Strategica e, soprattutto, di portare avanti un percorso partecipato e trasparente, attraverso il coinvolgimento e l’ascolto di cittadini, professionisti e operatori economici, a cui si è aggiunto il lavoro dell’Ufficio Tecnico, utile per individuare criticità, difficoltà e incongruenze del PGT vigente: «Tutto questo – ha chiosato il vicesindaco – ci ha permesso di costruire una visione più matura e coerente», arrivando a un documento che va nella direzione di un Piano di Governo del Territorio non stravolto, ma incentrato su un principio fondamentale per la giunta Magnani: «consumare meno suolo e valorizzare di più ciò che già esiste», guardando non solo all’ambiente, ma anche alla qualità della vita.
Uno dei punti focali della nuova variante è quello relativo alla tutela degli ambiti agricoli, boschivi e naturali, che vengono riconosciuti come «veri e propri beni comuni»: «Non parliamo di aree “vuote” o marginali, – ha spiegato Fiore – ma di spazi che svolgono funzioni essenziali: contribuiscono alla regolazione del microclima e delle acque, alla biodiversità, alla qualità del paesaggio e rappresentano una risorsa anche dal punto di vista sociale ed economico. Limitare la frammentazione di questi territori, salvaguardare il paesaggio rurale e rafforzare le connessioni ecologiche significa investire sulla resilienza del nostro Comune».
Proprio il paesaggio, ritenuto un «valore identitario» del paese, è uno degli ambiti al quale è stata riservata un’attenzione specifica, con l’intento di preservare e valorizzare i parchi delle ville storiche, i nuclei di antica formazione, i percorsi storici e la rete dei corsi d’acqua e dei boschi nell’ottica di rafforzare il legame fra comunità e territorio e incentivare lo sviluppo del turismo sostenibile.
Non solo: il nuovo PGT guarda anche al tema della rete ecologica e della connessione tra gli ecosistema: «Il nostro territorio – ha aggiunto il vicesindaco – si colloca in un sistema ambientale più ampio, che va dalle aree montane al lago. Tutelare i corridoi ecologici, ridurre le interferenze delle infrastrutture e prevedere interventi di mitigazione non è solo un obbligo pianificatorio, ma una scelta di responsabilità verso l’ambiente e verso il futuro».
Per quanto riguarda, invece, le opportunità di trasformazione, queste sono state concentrate all’interno del tessuto urbano consolidato, laddove «si collocano i bisogni abitativi, i servizi e le attività economiche. Qui – ha specificato Fiore – vogliamo incentivare il recupero degli edifici esistenti, la rigenerazione dei centri storici e la riqualificazione degli spazi pubblici. È una scelta che punta a ridurre il degrado, migliorare la qualità urbana e dare nuova vita a luoghi oggi sottoutilizzati o abbandonati».
Ridurre il consumo di suolo, per Fiore, non significa rinunciare allo sviluppo, bensì «scegliere quale sviluppo vogliamo per Cittiglio. Uno sviluppo che non si misura soltanto in nuove costruzioni, ma nella capacità di recuperare, rigenerare, riqualificare e rendere più attrattivo ciò che già abbiamo», e che va nella direzione di un equilibrio anche sul piano sociale ed economico: «Favoriamo la concentrazione delle attività produttive negli ambiti già serviti, incentiviamo il riuso delle aree dismesse e vogliamo creare condizioni favorevoli per mantenere vivo il centro del paese, renderlo attrattivo, accessibile e capace di rispondere alle esigenze di una società in evoluzione».
Una linea che si riflette anche nella visione degli spazi e dei servizi pubblici, basata sulla concezione di una città fatta «di luoghi di incontro, di spazi verdi, di servizi e di relazioni» e sulla consapevolezza che «la qualità urbana si misura anche nella qualità della vita quotidiana delle persone».
Questa Variante al PGT, ha concluso Fiore, non va a rincorrere «una crescita quantitativa», ma intende «puntare sulla qualità, sulla rigenerazione e sulla tutela dei beni comuni». È un Piano che, come detto all’inizio, guarda al futuro di Cittiglio «senza dimenticare la sua storia e la sua identità, e che mette al centro la comunità che questo territorio lo vive ogni giorno. Perché amministrare il territorio significa anche assumersi la responsabilità di decidere non soltanto cosa possiamo costruire oggi, ma che cosa vogliamo lasciare alle generazioni che verranno».
«Abbiamo portato avanti ciò che ritenevamo giusto per dare al paese una veste nuova, ma rispettosa di ciò che è stato fatto prima, della tradizione, della storia, dell’architettura e dell’ambiente – ha aggiunto la sindaca Rossella Magnani – Ci siamo dedicati a ogni aspetto, portando avanti un grande lavoro di condivisione con il gruppo di maggioranza, con i tecnici del paese e con diversi incontri pubblici con i cittadini in Comune per condividere e capire quali fossero le esigenze, le loro visioni e i loro suggerimenti, oltre a recepire anche gli interventi e le osservazioni presentate dalla minoranza. In cinque anni le cose cambiano velocemente e – ha concluso – con questo nuovo PGT abbiamo cercato di adattarci a questo cambiamento».
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0