Gavirate | 11 Settembre 2026

“Ticino. Le voci del Fiume”: un’esperienza immersiva alla scoperta del corridoio ecologico del fiume Ticino

Dal Chiostro di Voltorre alla Biblioteca Cantonale di Bellinzona, la mostra “Ticino. Le voci del Fiume” racconta il territorio attraverso immagini, memorie e testimonianze

Tempo medio di lettura: 3 minuti

Svizzera e Italia, due Paesi attraversati da un unico grande corridoio ecologico. È il Ticino, protagonista di una nuova mostra immersiva che invita a conoscerne la storia, la biodiversità e le fragilità attraverso gli occhi della natura, dell’arte, della fotografia, del teatro e del cammino.

Segue il proprio corso, attraversa paesaggi, collega habitat e accompagna la vita di centinaia di specie. È proprio da questa semplice ma potente idea che nasce “Ticino. Le voci del fiume”, la mostra realizzata nell’ambito del progetto ECO4TICINO, di cui Istituto Oikos è capofila, finanziato dal Programma di cooperazione transfrontaliera Interreg VI-A Italia–Svizzera.

Ideata dalla società di comunicazione della natura ECOZOICA, l’esposizione propone un percorso immersivo lungo il corso del Ticino, raccontandolo non come una serie di territori separati, ma come un unico sistema naturale. Un grande corridoio ecologico capace di mettere in relazione paesaggi, habitat e specie, oltre i confini amministrativi tracciati dall’uomo.

A guidare i visitatori in questo viaggio è una presenza simbolica e profondamente legata alla libertà del paesaggio: una rondine.

Con il suo volo, la rondine accompagna il pubblico alla scoperta del fiume e delle trasformazioni che ne hanno segnato il corso. Il suo sguardo permette di ascoltare le diverse “voci” del Ticino: quelle degli ambienti naturali, degli animali che li abitano e dei delicati equilibri ecologici che rendono possibile la vita lungo il fiume.

Nel percorso emergono alcune delle specie più rappresentative di questo ecosistema, come la testuggine palustre europea, il gambero di fiume italico e la lontra eurasiatica. La loro presenza diventa l’occasione per comprendere quanto ogni organismo sia parte di un equilibrio più ampio e quanto la tutela della biodiversità dipenda dalla conservazione degli habitat che la sostengono.

Il cuore della mostra sarà una grande installazione tridimensionale del corso del Ticino, pensata per offrire ai visitatori una visione concreta e allo stesso tempo sorprendente del fiume. Attraverso questo modello sarà possibile esplorarne gli habitat, seguirne le dinamiche e conoscere le principali criticità che ne minacciano l’equilibrio.

L’esperienza sarà arricchita da animazioni, contenuti multimediali, quiz e sondaggi digitali. Una modalità pensata soprattutto per coinvolgere i più giovani: gli studenti saranno chiamati a diventare protagonisti del percorso, osservando e interrogando il territorio per riscoprire il “loro” fiume.

Dopo l’inaugurazione del 12 settembre, il Ticino diventerà infatti il centro di un calendario di appuntamenti dedicati a sei diversi modi di guardare e vivere il fiume.

Si parte domenica 20 settembre con “Ticino. Il racconto della terra”, un laboratorio artistico partecipativo condotto dallo scultore e ceramista Angelo Zilio (Gilö). I partecipanti saranno invitati a modellare nell‘argilla un frammento legato a un proprio ricordo del fiume. Le opere saranno poi riunite in un’unica installazione collettiva, lasciata all’aperto perché siano il tempo e gli agenti atmosferici a trasformarla. Un gesto che richiama il ciclo naturale della materia e il continuo mutamento del paesaggio.

Sabato 26 settembre sarà invece la volta del teatro con “Le ali del Ticino”, spettacolo di Chorós Teatro inserito nel progetto triennale Atlante delle Rive, iniziativa della Fabbrica del mondo di Marco Paolini dedicata al rapporto tra teatro, territorio e acqua. Lo spettacolo nasce da un percorso di ricerca sull’identità condivisa del corridoio ecologico del Ticino, sviluppato attraverso il confronto tra realtà italiane e svizzere, e si svolgerà alla vigilia della Giornata Mondiale dei Fiumi.

Il 2 ottobre, con “Ticino. Lo sguardo dell’arte”, sarà lo storico dell’arte Paolo Cova a condurre il pubblico attraverso le rappresentazioni artistiche del fiume, mostrando come il Ticino sia stato osservato, interpretato e raccontato nel corso del tempo.

Il 10 ottobre il protagonista sarà l’obiettivo del fotografo naturalista Marco Colombo, nell’incontro “Ticino. Lo sguardo del fotografo”. Le sue immagini porteranno il pubblico dentro gli ambienti del fiume e alla scoperta della fauna che li abita, offrendo una prospettiva attenta e personale su uno degli ecosistemi più preziosi del territorio.

Il 16 ottobre sarà dedicato a chi il paesaggio lo attraversa a piedi. “Ticino. Lo sguardo del camminatore” riunirà Controvento Trekking, Fare cultura, CAI Varese e Tracciaminima per parlare del valore dei sentieri, dei cammini e della fruizione lenta del territorio. Perché conoscere un ambiente significa anche imparare ad attraversarlo con rispetto e consapevolezza.

A chiudere il calendario, venerdì 23 ottobre, sarà “Ticino. Lo sguardo del paleontologo”. Il paleontologo Cristiano Dal Sasso, del Museo di Storia Naturale di Milano, accompagnerà il pubblico molto indietro nel tempo, alla scoperta della storia geologica e paleontologica del territorio. Un viaggio alle origini del paesaggio che oggi il Ticino attraversa.

Dalla geologia alla biodiversità, dall’arte alla fotografia, dal teatro al cammino, la mostra costruisce un racconto corale intorno a un unico protagonista: il Ticino.

Un racconto che supera la semplice dimensione naturalistica e invita a considerare il fiume come un patrimonio condiviso, capace di unire territori e comunità al di là dei confini nazionali.

Per le scuole è inoltre possibile prenotare una visita guidata alla mostra con almeno 15 giorni di preavviso. Per informazioni e richieste è possibile scrivere a iniziativa.ticino@istituto-oikos.org.

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