Ogni minuto è prezioso quando si verifica un ictus ischemico. Per questo, all’Ospedale di Circolo di Varese, Hub di ASST Sette Laghi per la gestione delle neuroemergenze, è già operativa una nuova soluzione tecnologica basata sull’intelligenza artificiale, pensata per supportare gli specialisti nella diagnosi e nella scelta del trattamento più appropriato per ogni paziente.
La tecnologia consente di analizzare in pochi minuti gli esami di TAC, angio-TAC e TAC perfusionale, elaborando le immagini e fornendo agli specialisti informazioni utili alla valutazione del caso. Gli esiti dell’analisi vengono trasmessi in tempo quasi reale ai professionisti coinvolti nel percorso, in particolare ai neuroradiologi e ai neurologi, permettendo loro di disporre rapidamente di un ulteriore strumento di supporto alla decisione clinica.
La soluzione è stata introdotta con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la capacità dell’Hub varesino di intervenire con tempestività nelle emergenze cerebrovascolari.
L’intelligenza artificiale non sostituisce la valutazione degli specialisti: i risultati prodotti dal sistema vengono infatti validati dai medici, che li integrano con la valutazione clinica e con tutti gli altri elementi diagnostici a disposizione. In questo modo, la tecnologia contribuisce a rendere più rapido il percorso decisionale, lasciando agli specialisti la responsabilità finale della scelta terapeutica.
Nel caso di un paziente con ictus ischemico, o con un sospetto ictus ischemico, la rapidità con cui vengono individuate la sede e le caratteristiche dell’occlusione vascolare e viene valutata la condizione del tessuto cerebrale è determinante per stabilire il trattamento più adeguato.
Sulla base delle immagini diagnostiche, della valutazione clinica e delle informazioni elaborate dall’intelligenza artificiale, neurologi e neuroradiologi possono quindi orientare tempestivamente il percorso terapeutico.
Quando indicato, il paziente può essere sottoposto a trombolisi farmacologica, una terapia che ha l’obiettivo di sciogliere il trombo che ostruisce l’arteria cerebrale. Nei casi in cui sia necessario rimuovere meccanicamente l’occlusione, può invece essere indicato il trattamento endovascolare, eseguito dai neuroradiologi interventisti attraverso un catetere introdotto nel sistema vascolare fino a raggiungere l’arteria cerebrale interessata, con l’obiettivo di rimuovere il trombo e ripristinare il flusso sanguigno.
La possibilità di mettere rapidamente in relazione immagini, analisi automatizzata e competenze specialistiche rappresenta quindi un ulteriore passo avanti nell’organizzazione del percorso ictus, particolarmente importante in un centro Hub che gestisce un numero elevato di emergenze cerebrovascolari.
All’Ospedale di Circolo di Varese vengono accolti ogni anno al Pronto Soccorso, diretto dalla dottoressa Francesca Cortellaro, circa 600 pazienti con ictus ischemico. Di questi, oltre 120 vengono sottoposti a trattamento endovascolare per la rimozione meccanica del trombo, mentre circa la metà riceve una terapia trombolitica farmacologica finalizzata a sciogliere l’occlusione dell’arteria.
Numeri che testimoniano il ruolo dell’Ospedale di Circolo quale centro Hub di riferimento per la gestione dell’ictus e che rendono particolarmente rilevante ogni intervento capace di migliorare ulteriormente la tempestività del percorso diagnostico-terapeutico. Nell’ictus ischemico, infatti, il tempo è cervello: intervenire rapidamente significa aumentare le possibilità di limitare il danno neurologico e ridurre il rischio di disabilità permanente.
L’impegno dell’ASST Sette Laghi in questo ambito è stato recentemente riconosciuto anche attraverso il Premio Angels, prestigioso riconoscimento internazionale assegnato alle strutture sanitarie che raggiungono elevati standard nella gestione dell’ictus in fase acuta.
La nuova tecnologia si inserisce in un percorso assistenziale che coinvolge diverse professionalità e che vede lavorare in stretta collaborazione le strutture di Neuroradiologia, diretta dal dottor Andrea Giorgianni, e Neurologia, diretta dal dottor Simone Vidale, insieme a tutti gli operatori coinvolti nella gestione delle neuroemergenze, coordinati dal Dipartimento delle Neuroemergenze, diretto dal professor Luca Cabrini.
«L’introduzione dell’intelligenza artificiale nel percorso dell’ictus rappresenta un ulteriore strumento a disposizione dei nostri specialisti per ridurre i tempi e rendere ancora più tempestiva la valutazione del paziente – sottolinea il dottor Andrea Giorgianni, Direttore della Neuroradiologia –. La possibilità di ottenere in pochi minuti un’elaborazione delle immagini di TAC, angio-TAC e TAC perfusionale e di ricevere rapidamente queste informazioni consente di supportare il lavoro dell’équipe proprio nella fase in cui ogni minuto può fare la differenza».
«L’obiettivo non è sostituire il medico, ma mettere a disposizione dei professionisti informazioni aggiuntive in tempi estremamente rapidi – aggiunge il dottor Simone Vidale, Direttore della Neurologia –. Il referto prodotto dall’intelligenza artificiale viene valutato e validato dagli specialisti e contribuisce, insieme alla valutazione clinica e agli altri esami, a individuare il trattamento più appropriato per ciascun paziente. In questo modo la tecnologia diventa parte integrante di un percorso nel quale competenza clinica, organizzazione e innovazione lavorano insieme».
Per ASST Sette Laghi, l’adozione di questa soluzione rappresenta dunque un investimento non solo tecnologico, ma soprattutto sulla tempestività e sulla qualità della presa in carico dei pazienti colpiti da ictus, consolidando il ruolo dell’Ospedale di Circolo come centro Hub di riferimento per le neuroemergenze.
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