Maggiore/Ceresio | 6 Agosto 2026

Maggiore e Ceresio, controlli nei centri di immersione: nove irregolarità e multe per 90mila euro

La Guardia di Finanza ha ispezionato venti strutture dedicate alle attività subacquee su tutto il territorio. Contestate violazioni legate a sicurezza, attrezzature e requisiti per operare

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Controlli nei centri di immersione dei principali bacini lacustri del Nord Italia, compresi il Lago Maggiore e il Lago Ceresio. Il Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Como ha concluso una campagna di verifiche sulle attività subacquee a scopo ricreativo, che ha interessato anche i laghi di Como, d’Orta, d’Iseo e di Garda, oltre ad alcuni tratti dei fiumi Mincio e Po.

Nel corso dell’operazione sono stati sottoposti ad accertamento 20 centri di immersione per verificare il rispetto delle disposizioni che regolano il settore. Al termine delle ispezioni sono emerse irregolarità in nove strutture, con l’elevazione di sanzioni amministrative per un importo complessivo di circa 90mila euro.

Le principali violazioni riscontrate hanno riguardato la mancata manutenzione delle attrezzature e degli equipaggiamenti, l’assenza delle dotazioni di primo soccorso, l’omessa iscrizione al Registro delle imprese e la mancanza dei requisiti necessari per esercitare la professione di istruttore subacqueo. Contestazioni che interessano aspetti fondamentali per la sicurezza delle attività svolte e per il corretto esercizio dell’attività professionale.

Le verifiche sono state effettuate alla luce della nuova disciplina che regolamenta per la prima volta in modo organico il comparto delle attività subacquee ricreative. La normativa stabilisce specifici obblighi per i centri di immersione, chiamati a garantire attrezzature conformi agli standard previsti, dotazioni di emergenza, coperture assicurative e il possesso dei requisiti amministrativi necessari per operare. Analogamente, istruttori e guide devono essere in possesso dei brevetti previsti, di un certificato medico valido e della relativa assicurazione.

Tra gli adempimenti richiesti figura anche la tenuta di un registro delle immersioni, nel quale devono essere annotati i principali dati relativi a ogni attività, da conservare per almeno sei mesi e mettere a disposizione delle autorità in caso di controlli. La normativa prevede inoltre un limite massimo di sei partecipanti per ciascun istruttore o guida durante le immersioni.

L’attività rientra nelle iniziative della Guardia di Finanza finalizzate a garantire il rispetto delle regole, la tutela dell’economia legale e la sicurezza di chi frequenta i laghi del Nord Italia per praticare attività subacquee a scopo ricreativo.

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