Sabato 30 maggio, nel salone parrocchiale di Dumenza, il sipario si è alzato ancora una volta su uno degli appuntamenti più attesi della primavera in valle: la scuola secondaria di primo grado del paese ha portato in scena “Sarà divina questa commedia?”, lo spettacolo che conclude il laboratorio teatrale annuale scritto e diretto dalla professoressa Rossana Mastrippolito, da quattordici anni anima instancabile di questo progetto educativo e artistico.
Sul palco, i ragazzi della scuola hanno dato prova di talento, coraggio e affiatamento, il risultato di mesi di lavoro condiviso a fianco della compagnia teatrale “Il Ventaglio”, partner di lunga data di questa bella avventura.
Non solo alunni in scena, però. Come ogni anno, tra le quinte e nei preparativi si sono stretti in un abbraccio silenzioso ex alunni e abitanti della valle, chi cuce costumi, chi sistema le luci, chi accoglie il pubblico. Un’intera comunità che si riconosce in questo appuntamento e lo sente suo.
È proprio questa la cifra più autentica della serata. Non una semplice recita scolastica, ma un momento di coesione territoriale genuina, quella che nelle piccole realtà di valle si costruisce nel tempo, anno dopo anno, e diventa identità. A Dumenza il teatro non è un lusso o un’eccezione: è diventato un rito collettivo, capace di coinvolgere generazioni diverse e di tenere vivo il filo che lega scuola, famiglie e territorio.
Il plesso di Dumenza, con la sua collocazione decentrata rispetto ai grandi poli scolastici del Luinese, dimostra ancora una volta che la periferia geografica non coincide con la marginalità culturale. Al contrario, sono spesso le realtà più piccole a custodire con maggiore cura il senso di appartenenza, quella dimensione umana dove ogni studente è conosciuto, valorizzato e messo nelle condizioni di esprimersi.
Quattordici anni di lavoro della professoressa Mastrippolito rappresentano un patrimonio prezioso per tutta la comunità. Un impegno che va ben oltre le ore di lezione e che restituisce ai giovani qualcosa di raro: la consapevolezza di poter stare insieme su un palco, di avere una voce, di far parte di qualcosa che vale.
Un risultato possibile anche grazie alla generosità di chi sostiene questo appuntamento nell’ombra. La parrocchia di Dumenza mette a disposizione ogni anno uno spazio fondamentale: il salone per le prove, la custodia del materiale e un vero palcoscenico dove i ragazzi possono esibirsi. La ditta Ballinari di Agra contribuisce da anni con le piante per l’addobbo della sala e per le scene, regalando alla serata un’atmosfera curata e accogliente.
Alla professoressa Mastrippolito, agli alunni, alla compagnia “Il Ventaglio”, alla parrocchia, alla ditta Ballinari e a tutti coloro che sabato sera hanno contribuito a rendere possibile lo spettacolo, va il plauso di chi crede che esperienze come questa siano tra le cose più preziose che una scuola possa offrire.
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