(a cura di Renzo Fazio per “Germignaga, ricordi dal passato.”) Grazie a due ingrandimenti tratti da una vecchia fotografia risalente agli inizi degli anni Venti del secolo scorso e da una cartolina illustrata di epoca ancora precedente, posso mostrarvi probabilmente le uniche testimonianze fotografiche dell’antico peso pubblico presente a Germignaga almeno dal 1864.
Nella foto più grande, la garitta visibile sulla destra, con in alto la scritta “Peso Pubblico” è però quella della ricostruzione avvenuta intorno al 1880 e rimasta in uso per circa cinquant’anni, o poco più. Si trovava praticamente di fronte all’asilo, proprio all’inizio dell’attuale via Mameli (originariamente viale Regina Margherita), a quel tempo ombreggiata su entrambi i lati da grandi platani, sotto i quali venivano allestite fresche tavolate per gli avventori della vicina trattoria.
Aguzzando la vista, subito sopra il cameriere vestito di bianco si può notare una delle panchine che si trovavano sulla piazza della Rotonda. Un po’ meno visibile è la garitta (presumibilmente esagonale) nell’ingrandimento di destra, dove però si distingue molto bene l’alberatura che ornava il viale.
Il peso pubblico, costruito dall’Amministrazione Comunale, veniva periodicamente dato in appalto, per un determinato numero di anni, a soggetti privati che ne gestivano il servizio. Grazie a una grande bilancia a ponte, potevano essere pesati animali vivi, carri trainati da buoi o cavalli e, in seguito, autocarri motorizzati con le merci caricate. L’inserviente addetto alla pesatura rilasciava una certificazione attestante il peso rilevato e riscuoteva la tassa, che veniva poi versata all’Amministrazione, oltre naturalmente alla tariffa prevista per la pesatura.
Quasi tutti i paesi situati lungo le principali vie di comunicazione, nei pressi degli imbarcaderi o in prossimità di importanti attività produttive ne erano dotati: si trattava infatti di un vero e proprio strumento di lavoro, indispensabile per garantire la regolarità degli scambi commerciali ed evitare frodi.
Il peso pubblico germignaghese, smantellato dopo la forzata annessione al Comune di Luino avvenuta nel 1928, venne citato nella petizione sottoscritta da 400 abitanti e inviata a Roma il 28 maggio 1939 all’attenzione di Benito Mussolini, per richiedere il ritorno all’autonomia amministrativa. Fra le molte altre cose lamentate, in merito a questo così veniva scritto: «Pesa pubblica – Anch’essa tanto necessaria, scomparve dal rione di Germignaga, costringendo così i negozianti e i commercianti di legna dei comuni della valtravaglia recarsi a Luino per provvedere alla mecessaria pesatura pubblica, per fare ritorno ancora col carico a Germignaga».
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