Varese | 25 Maggio 2026

“RigeneraBene”, all’Insubria gli studenti di Enaip Lombardia ridisegnano il futuro dei beni confiscati

Domani mattina il seminario con gli studenti che presenteranno i loro progetti sul concetto di riuso per il riutilizzo dei beni confiscati alle mafie

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Trasformare un simbolo del potere criminale in un motore di rinascita sociale: è questa la sfida raccolta dagli studenti dei centri Enaip di Varese, Busto Arsizio e Como, protagonisti del progetto “RigeneraBene”.

Domani, martedì 26 maggio, dalle 9.30 alle 13.30 nell’Aula Magna Granero Porati dell’Università dell’Insubria (via Dunant 3) a Varese si svolgerà il seminario “RigeneraBene” (qui il programma completo), nato dalla co-progettazione tra il Tavolo interdipartimentale RigeneraBene coordinato dai docenti Fabio Minazzi e Stefania Barile e la rete delle scuole del progetto Giovani Pensatori.

«Anche in questa seconda edizione del progetto – spiega Stefania Barile – il seminario “RigeneraBene” raccoglie idee per l’uso sociale dei beni confiscati generando visioni concrete e innovative per il riutilizzo dei beni confiscati alle mafie nel territorio e rappresenta un esempio virtuoso di cittadinanza attiva in cui la specificità di ogni indirizzo scolastico diventa lo strumento per riparare il tessuto urbano e sociale».

I progetti presentati riflettono l’eccellenza dei percorsi formativi Enaip, declinando il concetto di “riuso” secondo competenze tecniche e creative diverse.

Gli studenti della classe terza dell’Indirizzo Grafico Ipermediale (Varese), guidati dalla professoressa Emanuela Oppi, hanno dato voce alla legalità con “Radio Kleos”: una piattaforma multimediale che aspira a essere un punto di riferimento per la comunità, offrendo non solo informazione e cultura, ma anche un “porto franco” contro l’abbandono scolastico attraverso laboratori di recupero gratuiti.

Gli studenti della classe terza dell’Indirizzo Elettrico (Varese), guidati dalla professoressa Maddalena Roscio in collaborazione con l’avvocato Alessandro Fumagalli, hanno messo il proprio know-how tecnico al servizio delle istituzioni, progettando la trasformazione di una villa confiscata a Busto Arsizio nella nuova sede del Giudice di Pace. Un intervento che unisce efficienza impiantistica, tecnologie smart e valore simbolico di giustizia di prossimità.

Gli studenti della classe terza di Busto Arsizio con la professoressa Claudia Micalizzi, e della classe seconda di Como con la professoressa Federica Rigamonti, degli indirizzi di Panificazione e Pasticceria, hanno puntato sull’inclusione operativa. Da un lato il progetto “Younity” a Busto Arsizio, un centro di aggregazione giovanile con laboratori di ristorazione ed orti sociali; dall’altro il modello “Compass Hub” a Mariano Comense, volto a colmare il vuoto tra scuola e lavoro per i giovani con disabilità, trasformando l’arte bianca in uno strumento di autonomia e legalità economica.

Il progetto “RigeneraBene” dimostra come la collaborazione tra Università dell’Insubria nell’attività formativa dei tre Dipartimenti di Scienze teoriche e applicate (Dista), di Economia (Dieco) e di Diritto economia e culture (Didec), associazioni come Libera (Varese) e le Acli provinciali di Como e di Varese, e le amministrazioni locali possa generare un impatto reale.

«Crediamo che le nuove generazioni abbiano un ruolo fondamentale nella costruzione di un futuro più giusto – spiegano i promotori, sottolineando come – il coinvolgimento degli studenti Enaip sia la prova che la legalità non è un concetto astratto, ma un metodo quotidiano di lavoro e convivenza».

Il seminario di idee rappresenta il valore concreto di un percorso che vede i giovani non come semplici spettatori, ma come veri e propri architetti della legalità.

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