Luino | 18 Maggio 2026

Radio Luino 102, la radio che veniva dallo scantinato: storia di quasi vent’anni di musica, voci e territorio

Nata in via Monte Santo a fine 1974, ha accompagnato luinesi (e non solo) con tanta musica e programmi amati dagli ascoltatori. Ai suoi microfoni anche l’intervista di un giovane Biagio Antonacci...

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Nel 1977 i Pooh cantavano “In diretta nel vento”, e chissà quante volte quel disco fu trasmesso dalle radio libere che proprio quella canzone racconta. Chissà se anche Radio Luino 102 lo mandò in onda, insieme a tutti gli altri brani che, nel corso della sua lunga storia, ha fatto ascoltare al suo pubblico affezionato e vasto.

Perché Radio Luino 102 non fu soltanto una delle tante emittenti locali nate nel periodo d’oro delle radio libere italiane, ma fu un pezzo di vita per molte persone del Luinese, uno spazio sonoro, ma anche fisico, dove la musica, le voci e il territorio si incontravano ogni giorno.

La sua storia ha inizio alla fine del 1974, in uno scantinato di via Monte Santo, a Luino, come ci racconta Renzo Stocco, oggi sindaco di Grantola, ma tra coloro che vissero tutta l’esperienza di Radio Luino 102 durante la giovinezza. Lì, sotto l’abitazione di Gilberto e Marta Tarroni, titolari dello storico negozio di strumenti musicali “Studio 29”, prese forma l’idea di una piccola radio locale, con uno studio allestito in maniera rudimentale e artigianale, ma che fu subito capace – complice la centralità della musica – di dar vita a un’avventura radiofonica destinata a durare quasi due decenni e a coinvolgere intere generazioni di ascoltatori.

Lo spirito era quello tipico dell’epoca: pionieristico, informale, spontaneo. Arricchito da un legame diretto con il mondo musicale (grazie alla connessione con “Studio 29”) che suppliva all’essenzialità delle attrezzature e alla cura degli aspetti più tecnici e professionali e che è stato capace di rendere questa emittente davvero vicina alla gente e a un territorio in cui, peraltro, non mancava neanche la concorrenza. A contendersi gli ascoltatori, infatti, c’erano anche Radio Luino Centro, con lo studio in via Verdi, e Radio Stereo 4, ubicata a Villaggio Menotti.

Ma Radio Luino 102 – a detta di chi ha trascorso quegli anni divertendosi con cuffia e microfono – aveva qualcosa di diverso. Qualcosa che si sentiva nell’aria delle trasmissioni e che attirava gli ascoltatori non soltanto da Luino e dintorni, ma persino dalla vicina Svizzera.

Da quello scantinato di via Monte Santo e dagli studi successivi, passarono numerosi conduttori e collaboratori che contribuirono a plasmarne l’identità: oltre allo stesso Renzo Stocco ci furono Roberto Bergamaschi, Tony Bellezza, Daniele Alborghetti detto Geo, Sergio Vit, Luciano Coos, Zio Tom, Marco, Loredana, Patrizia, Guy, Ralf e Marino. Ciascuno portò sulle frequenze radiofoniche il proprio stile, la propria voce, il proprio modo di intendere la radio: diretto, senza filtri.

Tra i programmi più amati dagli ascoltatori spiccava sicuramente “SuperAnima”, realizzato dal trio formato da Gianfranco Massa, Sergio Esposito e Carlo Reggiori: una trasmissione comica, che viveva sul filo dell’improvvisazione dando vita a una declinazione locale e sanguigna della storica “Alto Gradimento” della Rai, ma con un linguaggio più territoriale e capace di riflettere con ironia le dinamiche della vita luinese.

Ma anche la proposta musicale aveva un peso centrale nella programmazione di Radio Luino 102:  Renzo Stocco, in arte Barone Rosso, e il collega Mister Melody Maker conducevano trasmissioni dedicate alla disco music e alle novità internazionali, introducendo in un contesto locale relativamente circoscritto le sonorità e le tendenze musicali che arrivavano dall’estero.

E fu proprio durante una di quelle trasmissioni che accadde qualcosa destinato a restare nella memoria collettiva di chi c’era. Uno dei ricordi più preziosi di Renzo Stocco è legato a un ragazzo che all’epoca frequentava il “muretto” di Grantola insieme agli amici del paese, dove trascorreva le vacanze tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta: un ragazzo che si chiamava Biagio Antonacci. Un giorno Stocco lo invitò in radio, lui accettò, si presentò con la chitarra, e davanti al microfono di Radio Luino 102 cantò dal vivo alcune canzoni. Antonacci era ancora sconosciuto al grande pubblico e quella fu – come Stocco ricorda con orgoglio – una delle sue primissime apparizioni radiofoniche della sua carriera. Parafrasando Pippo Baudo (e i suoi imitatori), si potrebbe quasi dire che Biagio Antonacci l’ha scoperto Radio Luino 102.

Con il passare degli anni, l’emittente vide la sua gestione cambiare, e con essa anche la sede: gli studi si spostarono in via Manzoni, nel centro storico della cittadina lacustre, dove furono allestiti ambienti più strutturati. In quel frangente la radio assunse anche una nuova denominazione, diventando Radio Luino International.

Cambiamenti importanti che si rifletterono anche nella programmazione, che si arricchì di contenuti informativi e sportivi, affiancando la tradizionale offerta musicale. Tra questi si possono sicuramente menzionare le trasmissioni domenicali con i collegamenti dai campi di gioco e aggiornamenti in tempo reale sulle squadre locali, coordinate dal giornalista Eraldo Benvenuti e da un giornalista di Rete 55 che affiancava la regia.

Insomma, dallo scantinato di via Monte Santo allo studio di via Manzoni, Radio Luino 102 ha percorso molta strada, senza mai perdere di vista ciò che l’aveva resa speciale: il legame con le persone, la centralità della musica, e quella sensazione che la radio fosse qualcosa di vivo, di vicino, fatto da mani e voci reali.

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Una risposta a “Radio Luino 102, la radio che veniva dallo scantinato: storia di quasi vent’anni di musica, voci e territorio”

  1. Rosanna Manvati ha detto:

    Anche io, quando avevo 16 anni ed ero la più giovane, lavoravo a radio Luino 102. Avevo uno spazio nel primo pomeriggio e leggevo ad alta voce libri per bambini. Era uno spazio radiofonico di solo mezz’ora, lì a casa di Gilberto e Marta, ma avevo un folto gruppo di bimbi, e non solo, che mi ascoltavano. Avevo iniziato leggendo i libri per l’ infanzia che avevo a casa,i miei e quelli dei miei fratelli più piccoli di me. Poi ho trovato una volta esauriti quelli, avevo fatto un accordo con la sig. Giuliana, che aveva la cartolibreria in via Vittorio Veneto a Luino. ( So che molti miei coetanei se la ricorderanno bene) Mi prestava i libri e appena terminati glieli restituivo.Era divertente per me e sapevo di avere tanti bimbi all’ ascolto. Mi chiamavano in radio anche solo per salutarmi e qualcuno si faceva accompagnare in sede radio per vedermi e parlare con me dal vivo. Era un’ ulteriore conferma che la radio non era solo un apparecchio elettrico, ma dietro c’eravamo tutti noi in carne ed ossa.Con il mio spazio si dimostrava ancora una volta che eravamo una realtà vicina, in ogni senso, a tutte le fasce d’età. E mi è anche capitato di incontrare qualcuno di quei bimbi di allora come colleghi di lavoro nella mia professione di docente. Grazie per aver ricordato questa magia.

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