Una stagione sofferta, ma chiusa con il sorriso. Il Luino 1910 conquista la salvezza nel campionato di Promozione Girone C grazie al 3-1 nell’ultima giornata contro l’Ispra, un successo pesante che vale la permanenza in categoria.
A fare il punto è Mister Fabio Minniti, alla guida della prima squadra dopo l’esperienza vincente della scorsa stagione con l’Accademia BMV, condotta alla Promozione e ai playoff per l’Eccellenza, e con un passato sulle panchine di Ferno e Valle Olona.
«Il voto alla stagione? direi tra il 6.5 e il 7, spiega il tecnico. Quando si centra l’obiettivo, anche se con qualche difficoltà, il giudizio resta positivo».
Il decimo posto finale, però, racconta solo in parte il percorso della squadra: «Dopo i 21 punti dell’andata pensavamo di fare meglio nel ritorno, ma alla fine la classifica dice sempre la verità».
Tra soddisfazione e qualche rimpianto, Minniti è lucido: «Siamo contenti per la salvezza, ma si poteva fare qualcosa in più. Io per primo, insieme alla squadra e allo staff».
La certezza è arrivata soltanto all’ultimo: «Ho capito che ci saremmo salvati solo con la matematica, domenica a Ispra. La flessione nel girone di ritorno aveva rimesso tutto in discussione». Ora, però, lo sguardo è già avanti: «Questa salvezza deve essere un punto di partenza. I ragazzi hanno qualità, ma devono crederci di più, senza paura. Servono disciplina e sacrificio».
Il momento più complicato? «Dopo il 6-2 subito a Gallarate, il primo febbraio. Da lì è calato l’entusiasmo e abbiamo avuto la prima vera flessione».
Eppure, nelle sfide più difficili, la squadra ha risposto presente: «Contro l’Aurora Cantalupo, capolista, abbiamo pareggiato 2-2 con un gol al 95′ di Marco Testa. In quelle partite si vede l’unione del gruppo, e noi ci siamo sempre stati».
Proprio il gruppo è stato decisivo: «Fondamentale. Nei momenti difficili i ragazzi si sono compattati, come nella gara contro il Canegrate».
Se non c’è un singolo uomo copertina, un nome spicca: Lorenzo Lercara, autore di 12 reti stagionali. «E’ un punto di riferimento dentro e fuori dal campo, uno degli attaccanti più forti del campionato».
Una stagione intensa anche sul piano personale: «Gestire tutto venendo da fuori non è stato semplice, anche per gli spostamenti quotidiani. Ma rifarei questa scelta». E nei momenti più duri? «Mollare mai. Non fa parte del mio carattere: si cercano soluzioni».
Sul futuro, Minniti non ha dubbi: «Io resterei volentieri. Mi piacerebbe continuare il lavoro iniziato e puntare a qualcosa di più».
L’obiettivo è già chiaro: «Una piazza come Luino non può accontentarsi della salvezza. Dobbiamo alzare l’asticella, anche per i tifosi che ci sostengono sempre».
Infine, una sintesi dell’annata: «Altalenante e con il braccino corto nel ritorno. All’andata avevamo più coraggio, poi qualcosa si è perso. Io preferisco una squadra che osa e sbaglia, piuttosto che una che non rischia mai».
Uno sguardo lucido, quello del tecnico, che non si nasconde dietro la salvezza conquistata ma rilancia. Il futuro del Luino 1910 passa da qui: dalla consapevolezza dei propri mezzi e dalla voglia di ritrovare il coraggio visto nella prima parte della stagione. L’obiettivo è crescere, senza accontentarsi: perché una piazza come Luino merita qualcosa in più della semplice permanenza in categoria.
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