Cuasso al Monte | 3 Maggio 2026

Chiusura ospedale di Cuasso, il Comitato scrive alla Regione: «Una follia!»

Una lunga lettera aperta firmata dai componenti del gruppo che per anni si è battuto per la struttura sanitaria: «Congedati con una pacca sulla spalla, ma per noi la partita non è chiusa»

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Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta indirizzata a Regione Lombardia da parte del Comitato per l’Ospedale di Cuasso, firmata da Gian Battista Seresini, Angelo Ferrarello, Marialuisa Pecora ed Elisabetta Ambrosio, che intervengono commentando la decisone del Pirellone di chiudere definitivamente la struttura sanitaria, definendola «una follia».

Di seguito il testo della lettera.

Abbiamo preso atto, dopo l’incontro del 13 aprile che Regione Lombardia ha decretato la chiusura definitiva dell’ospedale di Cuasso al Monte. Notizia sconfortante che però ci aspettavamo.

Dopo anni di ipotetici stanziamenti, finanziamenti perduti, di ristrutturazioni interrotte, di fondi Pnrr, di lavori fantasma, incendi dolosi, colpevole incuria e annunci roboanti di progetti che duravano lo spazio di un mattino, potevamo solo constatare che nulla di buono avremmo ottenuto per la nostra comunità.

Ci hanno congedato con una pacca sulla spalla dicendoci che si sarebbero occupati della sicurezza: aspettiamo. Fino ad ora nulla, eppure la situazione è molto compromessa.

Ci hanno detto che avrebbero attivato servizi di assistenza medica sul territorio: al momento si tratta di un punto prelievi ogni 15 giorni.

Se questo è il ristoro per una comunità che si è vista scippare un centro di eccellenza funzionante fino alla seconda ondata Covid 2020, ebbene capiamo lo sdegno che si è diffuso tra tutti i cittadini. Basta leggere i commenti sui social per capire quanta rabbia e quanto rancore questa decisione sta generando soprattutto alla luce del fatto che per altri ospedali, per esempio Sondalo, Bormio, Livigno e Sondrio, si sono trovati senza battere ciglio milioni di euro che si trovano sempre quando si tratta di dare una mano di vernice per raccontare al mondo che la Lombardia è un centro di eccellenze!

Speriamo che la pioggia di denaro caduta dal cielo per le Olimpiadi non si sciolga come neve al sole e che resti qualcosa alle comunità. Per ora la Lombardia deve coprire circa 60 milioni di euro del deficit della Fondazione Milano-Cortina 2026!

Ma per noi non ci sono soldi, nulla, solo quelli per demolire a opera di Asst Sette Laghi la parte non monumentale del complesso. Demolire, bonificare l’area per farne che? Regalarla a qualche immobiliarista?

Ma noi non ci fermiamo, lo diciamo ai nostri cittadini, una comunità di 70mila abitanti che non hanno più un servizio pubblico socio sanitario e di riabilitazione.

Lo diciamo ai politici dell’opposizione che fanno dichiarazioni dalle quali si evince che non conoscono la storia né la situazione attuale dell’ospedale: in questi giorni si sono risvegliati e si proclamano indignati quando non hanno fatto nulla se non accodarsi alle decisioni della maggioranza: Cuasso è inarrivabile! Ci viene da dire solo dal vostro cuore! Nonostante le nostre richieste, mai una prova di vicinanza o di sostegno in tutti gli anni in cui il Comitato si dava da fare pur con i suoi esigui mezzi.

Lo diciamo a Regione Lombardia: nella nostra ricchissima regione, la più ricca d’Italia, i cittadini delle nostre valli hanno a loro disposizione una casa di comunità ad Arcisate che non ha spazi e nessun tipo di riabilitazione pubblica: per una riabilitazione qualunque si va ad Angera, per un cardiogramma urgente si può scegliere se passare ore e ore al Pronto soccorso del nosocomio di Varese, sempre affollatissimo, oppure ci tocca andare a Monza, Erba, Saronno ecc.

Potenti signori della Regione che ripianate a piè di lista i costi extra LEA delle troppe strutture del privato convenzionato e non ne dividete gli utili, cosa rispondete ai 70mila cittadini che hanno diritto a servizi sanitari pubblici efficienti ed efficaci e a loro disposizione? Che per noi non avete soldi? Eppure noi, cittadini dei territori periferici montani, paghiamo fior di tasse, proprio come i cittadini dei grossi centri urbani.

La Lombardia guida la classifica per gettito Irpef, superando il 22% del totale nazionale. Denaro che dovrebbe in gran parte tornare in termine di servizi visto che la salute è un diritto di tutti come sancito dall’art. 32 della nostra Costituzione che recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”. E oramai gli indigenti anche in Lombardia sono moltissimi.

Ci dite che le prestazioni mediche vanno aggiornate con nuovi mezzi e nuove tecnologie? Se ci parlate di telemedicina, vi informiamo che a Cuasso siamo stati i primi. Se ci parlate di ossigenoterapia domiciliare, vi informiamo che Cuasso è stato uno dei primi ad utilizzare l’ossigeno liquido per riabilitare pazienti a riprendere autonomia e libertà. Se ci parlate di riabilitazione post coma, vi ricordiamo che il nostro era un centro ad altissima specializzazione molto ambito. Potremmo continuare…

Ci parlate di rafforzamento della medicina territoriale e noi dobbiamo andare a Saronno, Monza Legnano? Un prelievo ogni 15 giorni serve per la riduzione della pressione sugli ospedali? Ci dite che bisogna integrare formazione, ricerca e cura ovvero formare specializzandi anche in strutture periferiche. E noi non lo siamo? Nel vostro grande progetto del 2025 erano comprese le specializzazioni in pneumologia, medica ed infermieristica: non si sarebbe ovviato in questo modo anche alla carenza di personale?

Ancora, sostenete la sinergia tra salute e tutele sociali, oltre che la promozione di ospedali elettivi senza Pronto Soccorso: vi ricordiamo che qui abbiamo strutture con superficie disponibile di 23mila di metri quadri, un pullman di linea che entra fin dentro la struttura, ampie aree parcheggio gratuite e un eliporto. Certo, ora a causa di un’incuria causata da una colossale incapacità gestionale alcune di queste strutture necessitano di ristrutturazione! Ma tutto questo ci porta a pensare che siano altri gli interessi della Politica che va verso le elezioni: forse che le nostre valli non sono un bacino di voti interessante?

Sappiate che il Comitato, a differenza della politica, è molto attento e molto interessato alle necessità dei cittadini, anzi, che questa è la nostra mission: a noi interessa che i nostri cittadini abbiano servizi sanitari e socio sanitari pubblici, ci interessa il rilancio sostenibile del nostro territorio, la salvaguardia del nostro ambiente: a proposito, un milione e duecentomila metri quadrati di foresta al centro del Parco delle 5 Vette! Quale luogo migliore per garantire la salute psicofisica delle persone? Per tutti questi motivi e per molto altro vi informiamo che per noi la partita non è chiusa! Noi ci siamo e insieme a noi coinvolgeremo tutte le realtà territoriali, le istituzioni, i cittadini: la fruizione della salute e l’assistenza pubblica sono un diritto e noi lo rivendichiamo.

Alla prossima.

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