Il gruppo volontari Emergency di Varese, in collaborazione con il Tavolo per la Pace dell’Alto Verbano e il LABANOF (Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Università degli Studi di Milano), invita i cittadini all’inaugurazione della mostra “Un nome, non un numero”, che si terrà il 18 aprile, presso Palazzo Verbania di Luino, alle ore 17:00.
Durante l’evento, che ha ottenuto il patrocinio del Comune di Luino, interverranno la dottoressa Debora Mazzarelli del LABANOF e la dottoressa Paola Tagliabue, medico di bordo della Life Support, la nave di ricerca e soccorso di Emergency, per condividere le loro esperienze e scambiare opinioni.
Ci sarà occasione di godere di un intermezzo musicale a cura dell’Orchestra del Mare, che suonerà uno strumento creato con il legno dei barconi dei naufragi. Legno muto testimone del dolore, delle speranze, delle paure, del terrore di decine di migliaia di bambini, donne e uomini che a quei legni sono stati costretti ad affidare la propria vita e che rivivrà come strumento di bellezza, di speranza e di pace.
Nella notte del 18 aprile 2015, un peschereccio, partito dalla Libia, si è inabissato nelle acque del Mediterraneo, portando con sé oltre 1.000 persone.
Il Governo italiano aveva deciso di affidare al LABANOF, diretto dalla professoressa Cristina Cattaneo, il compito pietoso di cercare di restituire l’identità alle persone disperse: ridare un nome ai resti umani sconosciuti significa mettere in pratica il diritto all’identità.
In quella tragica occorrenza è stato considerato imprescindibile dare dignità a questi morti e anche a coloro che volevano piangerli, per permettere loro di elaborare il lutto.
Questa lunga operazione di riconoscimento è stata denominata “Melilli”, dal nome della base NATO dove era stato portato il barcone con tutto il suo carico di morte, recuperato dalla Marina militare italiana a 376 metri di profondità a 78 miglia a nord di Tripoli.
Eppure, nonostante i ripetuti appelli a evitare nuovi disastri, il bilancio del decennio successivo rimane drammatico: oltre 20mila i morti e dispersi tra il 2015 e il 2025 lungo la rotta del Mediterraneo centrale, un dato comunque sottostimato. Un’opportunità per non dimenticare e per non dimenticarli.
La mostra sarà aperta tutti i giorni presso Palazzo Verbania, dal 18 al 26 aprile, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00 (chiusa il lunedì e il martedì) e sarà l’occasione di toccare con mano, attraverso oggetti, foto, video e reperti, l’umanità di coloro che hanno perso tutto e per non perdere anche la nostra umanità. L’ingresso è libero.
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