Canton Ticino | 7 Aprile 2026

In Ticino cala la criminalità digitale ma cresce la complessità delle minacce ai cittadini

Nel 2025 i reati informatici diminuiscono dell’8% grazie al lavoro della SATI, ma compaiono nuove truffe come gli “SMS blaster” che mantengono alta l’allerta

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Nel 2025 in Ticino si è registrato un lieve calo della criminalità digitale, con una diminuzione complessiva dell’8% rispetto all’anno precedente che aveva visto un aumento del 34% rilevato. In particolare, le cyber truffe sono diminuite del 16%, segno che le misure di prevenzione iniziano a produrre effetti concreti.

Alcune tipologie di reato, già contenute negli anni passati, mostrano una riduzione significativa: i casi di negozi online fraudolenti sono passati da 9 a 1, le cosiddette “romance scam”, truffe romantiche per ottenere denaro, da 13 a 2, mentre le truffe legate agli annunci con merce non consegnata sono scese da 11 a 3 episodi.

Nel corso dell’anno, la SATI, Sezione analisi tracce informatiche, ha gestito 41 incarti, effettuato 86 perquisizioni per altri servizi e oltre 1.300 analisi informatico-forensi, collaborando attivamente sia a livello nazionale con la Polizia cantonale, che internazionale con autorità straniere e provider, ma le indagini per identificare gli autori delle truffe restano complesse, soprattutto perché gli autori operano spesso all’estero e utilizzano strumenti avanzati per garantire l’anonimato.

Le attività della SATI si sono concentrate principalmente su minacce consolidate ma sempre più sofisticate, come gli attacchi ransomware, le truffe di tipo Business Email Compromise (BEC) e i furti di criptovalute, reati che hanno causato danni economici superiori ai 5 milioni di franchi. Tuttavia, grazie a interventi tempestivi, è stato possibile bloccare e recuperare fondi per circa 40 milioni di franchi e 47.000 dollari, dimostrando l’efficacia delle operazioni investigative.

Una delle nuove sfide emerse nell’ultimo trimestre è rappresentata dal fenomeno degli “SMS blaster”. Questi dispositivi, installati spesso su veicoli, simulano celle telefoniche per inviare messaggi direttamente agli smartphone nelle vicinanze e, le vittime, convinte di ricevere comunicazioni ufficiali, vengono indotte a cliccare su link fraudolenti con l’obiettivo di sottrarre dati personali. In alcuni casi, grazie alle segnalazioni e al coordinamento tra enti, è stato possibile intercettare i responsabili, spesso in transito sul territorio.

Nonostante quindi i segnali positivi, gli investigatori sottolineano come la criminalità digitale resti un fenomeno in evoluzione. Le autorità invitano perciò i cittadini a mantenere alta l’attenzione, ricordando che per contrastare queste truffe la prevenzione e la tempestività nella segnalazione restano fondamentali.

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