Ispra | 4 Aprile 2026

Quando Volta scoprì il metano sul lago Maggiore. Scienziati alla Bruschera in nome dell’ambiente

Conclusa la conferenza internazionale sul metano al JRC di Ispra in occasione dei 250 dalla ricorrenza: sottoscritta la “Dichiarazione di Angera” per contrastare gli effetti sul clima

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(da www.varesenoi.it) Si è conclusa la conferenza internazionale sul metano tenutasi al JRC di Ispra, che ha riunito oltre 150 ricercatori da tutto il mondo. L’evento si è tenuto tra il 30 marzo e il 2 aprile al centro di ricerca europeo e ha permesso un confronto scientifico e con i decisori politici sulle sfide che attendono il nostro pianeta dal punto di vista del cambiamento climatico indotto dai gas serra.

La conferenza si è svolta in occasione dei 250 anni dalla scoperta del gas metano svolta da Alessandro Volta sul Lago Maggiore, presso la zona della Palude Bruschera e l’Isolino Partegora.

Scoperto nel 1776 e nominato dallo scienziato “aria infiammabile nativa delle paludi”, il metano è un composto organico gassoso che è stato impiegato solo poco prima della metà del Novecento come combustibile per usi domestici. Oltre a essere presente nei giacimenti sotterranei da cui viene estratto, si forma in contesti di fermentazione e decomposizione della materia e quindi anche nelle aree umide, che lo trattengono evitando che possa liberarsi in ambiente.

Fra le caratteristiche del gas metano (CH4), vi è la proprietà di fungere da “gas serra”, con un impatto decine di volte maggiore rispetto alla ben nota anidride carbonica (CO2). La conferenza si è chiusa con la sottoscrizione della “Dichiarazione di Angera”, un vero e proprio decalogo di azioni concrete per contrastare gli effetti di alterazione del clima. Il documento è indirizzato in prima battuta ai decisori politici, ma anche all’economia e ai ricercatori.

«Questo importante documento deve essere un punto di riflessione per tutti, specialmente per i governanti delle nazioni» dichiara Milo Manica, assessore all’Ambiente e Lago di Angera, che prosegue: «Il fatto che la dichiarazione prenda il nome dalla nostra città ci rende orgogliosi e ci responsabilizza nei confronti delle forze politiche. Dobbiamo impegnarci per far circolare il documento e renderlo il punto di partenza per un cambio di passo immediato. I gas serra prodotti dai settori industriali, dall’agricoltura, dai trasporti e dai conflitti in atto sono un problema conclamato. Le tecnologie per una transizione giusta ci sono e puntare sulle rinnovabili è fondamentale.»

A conclusione della conferenza internazionale, giovedì 2 aprile è stata organizzata un’uscita a gruppi “sulle orme di Volta” presso la Palude Bruschera, area protetta di notevole rilievo nel corridoio ecologico Ticino-Verbano. Attraverso una strumentazione di precisione è stato possibile misurare il metano liberato smuovendo con un bastone il fondo paludoso in alcuni punti: durante l’esperimento alcuni picchi hanno registrato una concentrazione di metano 200 volte superiore alla quantità presente in atmosfera, a dimostrazione di quanto metano sia prodotto e conservato sul fondo melmoso delle aree umide. Senza smuovere le acque nulla viene rilasciato in aria.

«Ho avuto la possibilità di seguire un gruppo durante l’escursione in Bruschera e toccare con mano quanta passione per il proprio lavoro contraddistingue le persone intervenute. Ripetere l’esperimento di Volta a distanza di 250 anni con tecnologie nuove è stato veramente affascinante» conclude l’assessore Manica.

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