Germignaga | 3 Aprile 2026

Speed down, Alex Riggi pronto alla nuova stagione tra adrenalina e sfide in discesa

Il pilota di Germignaga racconta preparazione, rischi e obiettivi nello speed down: dalle gravity bike senza motore alla sfida stagionale tra curve e velocità estreme

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Speed down. Cavalieri del rischio, che osano lanciarsi giù a rotta di collo per strade di montagna, tra curve cieche, tornanti insidiosi e vicoli stretti, affidandosi a qualche santo oltre all’affidabilità dei freni ed alla tenuta delle piccole ruote di incredibili veicoli senza motore.

È uno sport di nicchia l’adrenalinico speed down, praticato da persone senza paura. Ecco l’interessante intervista con il pilota germignaghese Alex Riggi, iscritto nella categoria gravity bike, ossia delle particolari biciclette da discesa senza pedali, progettate per utilizzare la gravità come forza motrice.

Sei pronto ad affrontare la nuova stagione?

Prontissimo, dopo sei mesi di lavori e modifiche non vedo l’ora di tornare in sella e cimentarmi con il nuovo campionato.

Il tuo lavoro ti aiuta nella preparazione fisica necessaria per affrontare le gare?

Il mio lavoro è abbastanza fisico (ditta di traslochi, ndr). Mi aiuta nella fase di spinta dopo lo start e nel controllo in curva.

Lanciarsi in discesa è coraggio e follia?

Si tratta di un mix tra follia, adrenalina, energia, classe e fortuna. Il pericolo è sempre in agguato e se sbagli, l’impatto sul fisico e sul mezzo meccanico potresti pagarlo caro.

Che velocità si raggiunge?

Dipende da molte varianti. Le pendenze, la lunghezza dei rettilinei, la tipologia delle curve e pure ill meteo. Personalmente nella gara d’esordio dello scorso anno ai piedi della Canonica di Brezzo di Bedero ho toccato i cinquanta orari, però la discesa era molto tortuosa e le velocità abbastanza basse.

Hai mai avuto paura?

No, ho fiducia nella mia gravity, anzi, questo è uno stimolo per costruire ed investire tempo e denaro per un mezzo sempre più sicuro rispetto al precedente.

Pensi che alla fine vinca chi gestisce meglio la frenata?

Secondo me serve avere prima di tutto, parecchio pelo sullo stomaco. Sono importanti anche l’aerodinamica del mezzo oltre all’efficacia di un ottimo impianto frenante in grado di garantire staccate al limite.

Come ti sei avvicinato a questa disciplina?

L’amicizia con alcuni piloti è stata fondamentale. Loro mi hanno introdotto in questo mondo affascinante e lo stimolo ad iscrivermi alle corse ne è stata la conseguenza.

A che punto sei con la preparazione della Gravity Bike?

Sono partito dal telaio di una vecchia BMX che ho fatto opportunamente rinforzare, allungare e modificare da un team di fidati professionisti ed amici. Gran parte del lavoro è stato svolto nei vari garage di casa nelle ore serali e durante i fine settimana. Per la verniciatura mi sono rivolto ad una carrozzeria specializzata. Mancano pochi dettagli e tra qualche giorno inizieranno i primi test su alcune discese della nostra zona.

Qual è l’obiettivo stagionale?

La parola d’ordine è divertimento. L’obiettivo è salire sul podio della classifica finale del campionato di zona. Inoltre proverò a dare del filo da torcere ad un pilota fortissimo: il mio amico Andrea Assi.

Domenica 19 aprile, fuoco alle polveri di una stagione esplosiva, tra le insidie della diabolica discesa che da Duno porta verso Cuveglio. Segnate sul calendario questo giorno.

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