Varese | 1 Aprile 2026

Varese: da un intervento con cuore donato, una nuova opportunità di vita per un paziente

All’ospedale del Circolo di Varese donazioni e interventi di organi sono in crescita, nei primi mesi di quest’anno si registrano già 77 donazioni tra cuori, tessuti e cornee

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Crescono in Italia le donazioni e i trapianti di organi, un trend positivo a cui contribuisce in modo significativo anche l’Ospedale del Circolo di Varese, da anni tra le realtà più attive in Lombardia per numero di donazioni di organi e tessuti, tantochè già nei primi mesi del 2026 si confermano ad oggi 4 donazioni DBD (cuore battente), 7 donazioni DCD (cuore fermo), 4 donazioni multitessuto e 62 donatori di cornee.

Proprio nei giorni scorsi, nella struttura varesina è stata portata a termine una complessa procedura di donazione a cuore fermo controllata, una modalità che prevede l’accertamento della morte con criteri cardiaci e che, in casi selezionati, consente anche il prelievo del cuore che, dopo l’accertamento del decesso, viene riperfuso grazie a un sistema di circolazione extracorporea.

Un intervento altamente specialistico che ha richiesto il coinvolgimento di decine di professionisti e la collaborazione con diversi centri trapianto lombardi e, oltre al cuore, sono stati prelevati anche reni e tessuti tra cui cornee e cute.

Le attività si sono svolte nella sala operatoria ibrida, dotata di tecnologie avanzate, con il coordinamento della responsabile del Procurement ospedaliero, Federica De Min, e il supporto del Coordinamento Regionale Operativo diretto da Marco Sacchi.

L’intervento è avvenuto grazie all’l’équipe della Terapia Intensiva Generale, diretta da Luca Cabrini e guidata da Davide Maraggia, insieme al personale del blocco operatorio per la parte anestesiologica coordinato da Alessandro Bacuzzi e al personale infermieristico e di supporto guidato da Antonio Staffa.

Fondamentale anche il contributo della Cardiochirurgia e della Terapia Intensiva cardiochirurgica dirette da Paolo Severgnini, con Lorenzo Introzzi e i tecnici perfusionisti impegnati nella gestione della circolazione extracorporea.

La fase di preparazione e valutazione del donatore ha coinvolto poi numerosi specialisti: Paolo Grossi per la consulenza infettivologica del Centro Nazionale Trapianti, Alberto Passi per il laboratorio di chimica, Nicasio Mancini per la microbiologia, Stefano La Rosa per l’anatomia patologica, Massimo Venturini per la radiologia, Andrea Ambrosini  per la nefrologia, Battistina Castiglioni per la cardiologia, Nicola Zerbinati per la dermatologia, Massimo Alonzo per la medicina legale, Giulio Carcano per la chirurgia generale d’urgenza e trapianti e infine Antonio Triarico per la Direzione medica di presidio.

Alla riuscita dell’intervento hanno contribuito anche i centri trapianto dell’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dell’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e la Banca della Cute e dei Tessuti dell’Ospedale Niguarda.

Alla base di tutto, però, resta la scelta del donatore e il consenso dei familiari, un gesto che trasforma il dolore in un’opportunità di vita per altri pazienti.

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