Varese | 8 Marzo 2026

“Vela Rossa”: l’arte che trasforma il vento in speranza arriva all’Ospedale di Circolo di Varese

Installata all’ingresso del nosocomio varesino l’opera di Vittore Frattini, che si unisce alle altre installazioni artistiche inserite nel progetto “CurArti” della Fondazione Circolo della Bontà

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Nella piazzetta antistante l’ingresso dell’Ospedale di Circolo di Varese, in via Guicciardini, la scultura Vela Rossa di Vittore Frattini è stata installata accanto all’opera Vite sospese di Paolo Borghi, grazie all’impegno della Fondazione Il Circolo della Bontà.

L’opera rappresenta una vela che raccoglie il vento e lo trasforma in movimento: un gesto simbolico di speranza e fiducia, una forza invisibile capace di spingere verso nuove rotte. Dedicata a Silvana, moglie dell’artista recentemente scomparsa, la scultura si fa messaggio potente in un tempo segnato da incertezze e smarrimento.

Vela Rossa è un’imponente scultura in acciaio verniciato a fuoco, realizzata nel 2004 e offerta generosamente dall’artista per il progetto “CurArti”, promosso dalla Fondazione Circolo della Bontà insieme ad ASST Sette Laghi.

Appartiene alla serie delle Vele, cui Frattini si dedica dal 2004: una ricerca scultorea incentrata sulla linea che attraversa la materia e si libra nello spazio. La struttura trapezoidale, rivestita da un intenso rosso, si apre verso l’alto ed è attraversata da profondi tagli ondulati che si dispiegano a ventaglio, intercettando la luce e mettendo in dialogo acciaio e spazio circostante. La forma evoca il viaggio e il volo; la tensione verticale e la cromia vibrante suggeriscono un’immagine di speranza e di pulsare vitale. L’opera è dedicata a Silvana, definita dall’artista “luce dei suoi Lumen”.

Nato a Varese nel 1937, Vittore Frattini si diploma in pittura all’Accademia di Brera nel 1961, dove è allievo di Aldo Carpi. Nello stesso anno viene premiato in Campidoglio a Roma con il secondo premio internazionale per le Accademie di Belle Arti. Espone al Museo della Permanente di Milano in una mostra presentata da Renato Guttuso ed è invitato, insieme a Emilio Scanavino, alla rassegna Arte italiana negli Stati Uniti tra New York e Washington. Negli anni Settanta sviluppa cicli fondamentali come i Lumen, opere dal particolare effetto luminescente, e avvia la produzione scultorea delle Vele, dei Totem e dei Cartigli, confermando una lunga e coerente fedeltà all’arte astratta. Tra le opere di arte pubblica si ricordano la monumentale scultura dedicata a Giovanni Borghi davanti allo stadio “Franco Ossola” di Varese e la Grande V, collocata nel 2009 all’esterno del Terminal 1 dell’aeroporto di Milano Malpensa. Sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private.

Con La Vela Rossa prosegue il percorso artistico avviato dal progetto “CurArti”, che intende portare bellezza e significato nei luoghi di cura. L’opera dialoga con altre presenze artistiche già attive all’interno e nei pressi dell’Ospedale: il murale di Andrea Ravo Mattoni raffigurante Irene che cura San Sebastiano, il pianoforte collocato nella hall accanto alla tela seicentesca San Carlo distribuisce l’elemosina ai poveri e la scultura Vite Sospese di Paolo Borghi nella piazza adiacente.

Il Presidente della Fondazione Circolo della Bontà Gianni Spartà sottolinea: «Il vento della fiducia e della speranza ben si addice allo smarrimento generale per quanto accade nel mondo e può trasmettere pensieri positivi a pazienti, medici, infermieri e personale sanitario. La Vela di Frattini – che ringraziamo – rafforza l’idea dell’arte che cura, degli ospedali come luoghi di civiltà e della comunità che in essi si riconosce. In quel vento in poppa immaginato da Frattini c’è anche la spinta per la realizzazione della Casa degli infermieri, prossima alla ristrutturazione in via Lazio, in partenariato con Regione Lombardia e ASST Sette Laghi, che hanno accolto favorevolmente la nostra iniziativa».

«Accogliere La Vela Rossa all’ingresso dell’Ospedale di Circolo – aggiunge il Direttore Generale di ASST Sette Laghi Mauro Moreno – significa ribadire che i luoghi della cura non sono soltanto spazi dedicati alla medicina, ma ambienti in cui la persona deve sentirsi accolta nella sua interezza. L’arte parla un linguaggio universale, capace di generare conforto, riflessione e speranza. Quest’opera, con la sua tensione verso l’alto e il suo dialogo con la luce, rappresenta simbolicamente lo slancio che ogni giorno anima il lavoro dei nostri professionisti sanitari. Ringraziamo la Fondazione Circolo della Bontà e l’artista per questo dono alla comunità: un segno concreto di collaborazione tra istituzioni e territorio per rendere l’ospedale un luogo sempre più umano e condiviso».

Alla cerimonia è intervenuto l’artista e i rappresentanti della Fondazione Circolo della Bontà e di ASST Sette Laghi.

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