Lombardia | 8 Marzo 2026

Sport, bando regionale da 2 milioni per ASD e SSD. Attenzione anche ai piccoli Comuni

Aggiunta, nel bando, una linea di contributo per le società più piccole e situate in aree interne, montane o in piccoli centri e una premialità per chi ha sezioni paralimpiche

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È stato pubblicato sul BURL il bando per l’assegnazione dei contributi alle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche (ASD/SSD) e ai Comitati e Delegazioni degli organismi sportivi a sostegno dell’attività svolta quotidianamente sul territorio regionale nell’anno 2024-2025.

La dotazione complessiva è pari a 2 milioni di euro, con una novità: l’aggiunta di una linea di intervento dedicata alle ASD e SSD più piccole e in aree interne, montane o in piccoli Comuni. Per molti paesi della provincia e delle valli, queste realtà rappresentano, infatti, l’unica opportunità per bambini, ragazzi e famiglie di praticare attività motoria senza dover affrontare lunghi spostamenti.

Sarà possibile presentare domanda sulla piattaforma Bandi e Servizi di Regione Lombardia dalle ore 10.00 del 25 marzo alle ore 12.00 del 23 aprile.

«L’obiettivo è garantire un’offerta sportiva capillare su tutto il territorio – dichiara il Sottosegretario allo Sport e Giovani di Regione Lombardia Federica Picchi – Ho voluto personalmente rivedere i criteri del bando per rafforzare il valore formativo dello sport nei luoghi più periferici. Il nuovo impianto non nasce da una logica contabile ma da una precisa visione sociale: riconoscere il lavoro silenzioso e quotidiano delle associazioni sportive che si prendono cura di tanti giovani e mantengono vive le relazioni comunitarie. Non solo manteniamo gli aiuti già esistenti, basati sulla storicità e numero di tesserati, ma aggiungiamo una linea dedicata ai più piccoli e una premialità del 10% per le società con una sezione paralimpica. Nessuno deve rimanere indietro, perché siamo convinti che lo sport sia un presidio culturale e sociale: rafforza il senso di appartenenza, unisce le generazioni, offre ai giovani luoghi sicuri in cui crescere».

Le società con pochi iscritti sono spesso quelle che: offrono attività a giovani e famiglie in territori con scarsa offerta; tengono insieme volontari, educatori e genitori attorno a un progetto condiviso; svolgono un ruolo sociale spesso più incisivo di quello agonistico; propongono percorsi per anziani, persone fragili o con disabilità; rappresentano l’unico luogo di incontro per intere comunità.

Da qui la scelta di coprire fino all’80% delle spese e di premiare chi opera nei piccoli Comuni o è l’unica realtà sportiva presente nel territorio.

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