Varese | 20 Febbraio 2026

Varese si conferma terra d’impresa, nel 2025 oltre 3.800 nuove iscrizioni

L’Ufficio Analisi Economiche della Camera di Commercio ha analizzato i dati della demografia aziendale del territorio: Varese 7^ provincia italiana per densità imprenditoriale

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In occasione del trentennale del Registro Imprese, l’Ufficio Analisi Economiche della Camera di Commercio di Varese ha predisposto un report dettagliato sulla demografia aziendale del territorio.

L’analisi, basata su dati Infocamere e Stockview e consultabile su Osserva, delinea il profilo di una provincia vitale che, nonostante le sfide poste dalle attuali trasformazioni strutturali, rivela un ecosistema imprenditoriale dinamico, capace di mantenere tassi di crescita e reattività superiori alla media nazionale.

Alla fine del 2025, il territorio di Varese registra un totale di 64.254 imprese, di cui 56.588 risultano attive. Ciò che emerge è la capillarità del tessuto produttivo: con 47,2 imprese attive per ogni chilometro quadrato, la provincia di Varese si posiziona come la settima provincia italiana per densità imprenditoriale, superando la media regionale lombarda (33,9) e quella nazionale (16,7).

Nell’attuale assetto del sistema imprenditoriale varesino il motore del territorio rimane la produzione: «I dati confermano che la provincia di Varese resta un pilastro del sistema produttivo nazionale – ha dichiarato Mauro Vitiello, presidente della Camera di Commercio di Varese – Siamo la quinta provincia in Italia per densità manifatturiera, con 5,7 imprese per kmq, ben al di sopra della densità manifatturiera nazionale che risulta essere pari a 1,4».

Con 18.692 sedi, l’artigianato rappresenta il 33% delle nostre imprese attive. Si tratta di un’incidenza superiore alla media lombarda (28%) e a quella nazionale (24%). Questi numeri raccontano una specificità varesina in cui anche e soprattutto le micro e piccole imprese contribuiscono alla tenuta economica e occupazionale del territorio.

Il report prosegue con l’analisi del trend storico 2016-2025, evidenziando una trasformazione del modello economico locale che si sposta progressivamente dall’industria pura verso il terziario avanzato. Guardando alle 83.178 localizzazioni registrate (sedi d’impresa e unità locali) e ai 284.925 addetti, il cambiamento appare guidato da due fattori: da un lato i processi di esternalizzazione da parte dell’industria, con cui le imprese manifatturiere hanno delegato all’esterno funzioni non strategiche, alimentando la crescita di servizi professionali, tecnici e scientifici, dall’altro la dinamica sociale, con profondi cambiamenti demografici, che hanno favorito lo slancio di settori come la sanità e l’assistenza sociale.

Il 2025 ha visto la nascita di 3.823 nuove imprese e prendendo in considerazione il periodo 2019-2025, si nota come il trend delle nuove iscrizioni abbia trovato stabilità dopo le anomalie generate dalla pandemia. Se negli anni del COVID si erano registrati picchi irregolari dovuti alla normativa emergenziale, nel periodo successivo il numero delle nuove iscrizioni si è assestato su livelli più costanti. Inoltre nell’ultimo anno il saldo tra imprese iscritte e quelle che hanno cessato volontariamente l’attività si conferma positivo.

Un altro indicatore su cui vale la pena soffermarsi è il tasso di natalità imprenditoriale, pari al 5,71% (calcolato come numero nuove imprese 2025 sulle registrate al 31 dicembre dell’anno precedente). Questo dato permette al territorio varesino di collocarsi alla 23ª posizione per tasso di natalità imprenditoriale e di confermarsi come generatore di nuova ricchezza e innovazione.

Per quanto riguarda la forma giuridica delle nuove imprese, nonostante l’impresa individuale resti la scelta più frequente, si nota un incremento costante delle nuove imprese che si costituiscono come società di capitali, con una netta preferenza per le SRL.

Infine, il quadro mostra come le nuove imprese nate nel 2025 presentino un profilo caratterizzato da maggiore dinamismo rispetto allo stock storico: sono infatti mediamente più giovani (1/3 del totale nuove imprese), più femminili (1/4 del totale) e straniere (1/4). In particolare, nel decennio 2016-2025, mentre le componenti giovanili e femminili sono rimaste stabili, si è assistito a una crescita significativa delle nuove iscritte guidate da imprenditori stranieri.

Si tratta risultati che è possibile fotografare grazie alla gestione da parte delle Camere di Commercio italiane del Registro Imprese che, a partire dal 1996, ha segnato la prima vera e propria rivoluzione digitale della Pubblica Amministrazione italiana. Da archivio cartaceo a sistema telematico d’avanguardia, oggi è un modello di efficienza riconosciuto a livello europeo e un asset fondamentale per trasparenza e legalità, competitività e semplificazione. Uno strumento in costante evoluzione che trasforma i dati in conoscenza per lo sviluppo del territorio e che continua a rappresentare, a trent’anni dalla sua inaugurazione, un sistema d’avanguardia per la tutela della fede pubblica.

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