Luino | 16 Febbraio 2026

Luino è un paese per vecchi? I numeri demografici raccontano la città

Dati 2001-2025 su popolazione residente, saldo naturale e indici strutturali delineano un territorio segnato dall’invecchiamento e dal calo delle nascite

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Luino non è un Paese per vecchi, verrebbe da dire con ironia. Ma i dati demografici ufficiali raccontano una realtà diversa, fotografando una città in cui l’età media cresce e il peso della componente anziana diventa sempre più rilevante. Le tabelle e i grafici elaborati su dati ISTAT dal Comune, presentati nell’ultimo consiglio comunale e inerenti al Documento Unico di Programmazione, restituiscono un quadro chiaro dell’andamento della popolazione residente negli ultimi anni.

La distribuzione per età al 2025 mostra un totale di 14.125 residenti, con una prevalenza femminile pari al 52,08% contro il 47,92% maschile. Le fasce oltre i 65 anni rappresentano una quota consistente, con percentuali che aumentano progressivamente nelle classi più avanzate, dove la presenza femminile risulta nettamente superiore.

L’analisi per classi di età scolastica e lavorativa evidenzia come nel 2024 i residenti oltre i 65 anni fossero 3.779, mentre la fascia 0-5 anni si attestasse a 592 unità. Il confronto con il 2019 mostra una diminuzione costante dei più piccoli e una sostanziale tenuta, se non un aumento, della popolazione anziana.

Il trend storico dal 2001 al 2024 evidenzia una fase di crescita fino alla metà dello scorso decennio, seguita da una progressiva flessione. Il grafico relativo all’andamento locale conferma come, dopo il picco attorno al 2014-2015, la curva abbia iniziato a scendere, in parallelo con il contesto italiano.

Il movimento naturale della popolazione, che mette a confronto nascite e decessi dal 2002 al 2024, mostra un saldo spesso negativo. Negli ultimi anni la distanza tra i due indicatori si è ampliata: le nascite risultano in calo mentre i decessi restano su valori più elevati, incidendo sull’equilibrio complessivo.

Gli indici demografici calcolati sulla popolazione residente rafforzano questa lettura. L’indice di vecchiaia passa da 203,0 nel 2006 a 235,4 nel 2025, segnalando un rapporto sempre più sbilanciato tra anziani e giovani. Parallelamente, l’indice di dipendenza strutturale e quello di struttura della popolazione attiva evidenziano un carico crescente sulle fasce in età lavorativa.

Anche l’indice di natalità registra una contrazione significativa nel tempo: dai valori superiori a 8 nati per mille abitanti nella prima parte del periodo considerato, si scende a 5,3 nel 2024. Un dato che si inserisce in una dinamica più ampia, condivisa con il resto del Paese.

Il rapporto tra nascite e decessi rappresenta uno degli indicatori più significativi per comprendere l’equilibrio demografico locale. Negli ultimi anni il divario si è progressivamente ampliato: a fronte di un numero di nati in costante diminuzione, il totale dei morti si mantiene su valori più elevati, determinando un saldo naturale negativo. Questo squilibrio incide direttamente sulla dinamica complessiva della popolazione residente e contribuisce al progressivo invecchiamento del tessuto sociale cittadino.

Il quadro complessivo restituisce quindi l’immagine di una comunità che cambia, con un progressivo invecchiamento della popolazione e una riduzione delle nuove generazioni. L’ironia del titolo lascia spazio ai numeri, che descrivono con precisione l’evoluzione demografica del territorio e le trasformazioni in atto nel tessuto sociale cittadino.

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