Lago Ceresio | 5 Febbraio 2026

Lago Ceresio, sequestrato un natante svizzero per violazioni alla normativa doganale

Portata a termine un’operazione della Guardia di Finanza di Porto Ceresio: l’unità da diporto era stata ceduta senza adempimenti previsti dalla disciplina unionale

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Nuovo intervento di controllo sul Lago Ceresio da parte delle Fiamme Gialle. I militari del Servizio Navale di Porto Ceresio hanno proceduto al sequestro di un’unità da diporto di provenienza elvetica, riscontrando violazioni alla normativa doganale unionale. L’operazione è stata condotta dalla Sezione Operativa Navale Lago di Lugano della Guardia di Finanza.

Il natante, immatricolato in Svizzera, era rimessato presso un cantiere navale della provincia di Varese. L’attività rientra in un più ampio dispositivo di vigilanza doganale e di contrasto alle irregolarità legate all’immissione di beni extra-Ue nel territorio dell’Unione Europea, svolto in maniera continuativa lungo le acque interne di confine.

Dagli accertamenti è emerso che l’imbarcazione era stata introdotta regolarmente nel territorio doganale unionale nel corso del 2023 in regime di ammissione temporanea. Tale istituto consente l’utilizzo nel territorio dell’Unione dei mezzi di trasporto immatricolati in un Paese terzo, evitando l’importazione definitiva, entro limiti temporali precisi che, per le unità navali, sono fissati in un massimo di 18 mesi.

Gli approfondimenti successivi hanno però consentito di accertare che, nel corso del 2024, il natante era stato ceduto a un cittadino italiano per il tramite del cantiere nautico. Questa circostanza ha determinato l’immediata cessazione del regime di ammissione temporanea e l’obbligo di procedere agli adempimenti doganali previsti, tra cui la presentazione della dichiarazione di importazione e il pagamento dei relativi diritti di confine.

La compravendita è invece avvenuta in assenza di qualsiasi formalità doganale. Tale condotta ha configurato la violazione delle disposizioni vigenti in materia di introduzione e detenzione di beni non unionali. Per questo motivo l’unità da diporto è stata sottoposta a sequestro amministrativo per contrabbando doganale.

Il nuovo proprietario dell’imbarcazione e il rappresentante legale del cantiere nautico sono stati segnalati all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Varese per l’avvio delle procedure sanzionatorie di competenza.

L’attività svolta conferma il ruolo della componente aeronavale del Corpo come presidio costante a tutela dell’economia legale e nel contrasto alle attività illecite. Un’azione garantita attraverso un’operatività continuativa, attiva tutti i giorni dell’anno e 24 ore su 24, anche in chiave preventiva, assicurando una presenza costante e un controllo capillare del territorio.

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