Varesotto | 16 Gennaio 2026

Un dicembre mite nel Varesotto, le statistiche del Centro Geofisico Prealpino

L’ultimo mese del 2025 ha visto appena 17 cm di neve sul Campo dei Fiori, dove il 27 si sono sfiorati i 16°C, e due giornate con minime sotto lo zero. Ecco le analisi degli esperti

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Il mese di dicembre 2025, nel Varesotto, come emerge dalla cronaca meteo e dalle statistiche climatiche diffuse dal Centro Geofisico Prealpino, è stato il secondo dicembre più caldo rispetto alla norma climatica di riferimento 1991-2020, con temperature medie superiori di 2,6°C. A conferma di questo quadro, si sono registrati soltanto due giorni con temperature minime pari a zero o inferiori, un dato particolarmente indicativo della mitezza del periodo.

Le temperature minime hanno fatto segnare valori eccezionalmente elevati: la media mensile si è attestata a +3,7°C, secondo valore più alto di sempre dopo il record del 1978 (+3,8°C). Il clima si è mantenuto spesso molto mite anche in montagna, con ben 196 ore complessive di inversione termica tra Varese e il Campo dei Fiori distribuite su 16 giornate.

Dal punto di vista delle precipitazioni, il mese ha fatto registrare quantitativi complessivamente prossimi alla media, pari al 79% del valore atteso. Le piogge si sono concentrate soprattutto nella giornata del 16 dicembre e nella vigilia di Natale. In città non si sono mai verificate nevicate, mentre al Campo dei Fiori il manto nevoso totale si è limitato a 17 centimetri, con 15 caduti tra la vigilia e il giorno di Natale.

L’andamento meteorologico del mese è stato caratterizzato da fasi atmosferiche ben definite. Nei primi cinque giorni una blanda circolazione depressionaria ha mantenuto cieli spesso nuvolosi, con pioviggini intermittenti e un clima decisamente mite, più simile all’autunno che all’inverno. Dal 6 al 15 dicembre un robusto anticiclone, esteso dal Mediterraneo all’Europa centrale, ha garantito condizioni di bel tempo e temperature diurne superiori alla norma stagionale. Le notti, però, sono state segnate da una forte inversione termica, con brinate in pianura e clima molto mite sulle Prealpi e in montagna. La stagnazione atmosferica ha favorito anche la formazione di nebbie notturne e l’aumento delle concentrazioni di inquinanti.

Questo periodo stabile si è concluso con l’arrivo di una perturbazione proveniente dall’Iberia, che ha portato qualche pioggia fino al 18 dicembre. Successivamente, dal 19 fino alla vigilia di Natale, la presenza di un’area di alta pressione sull’Europa orientale ha favorito condizioni ancora stabili, ma l’afflusso di aria mite e umida dal Mediterraneo nei bassi strati ha determinato la formazione di un esteso mare di nubi basse sulla pianura, con cieli grigi e un clima di stampo novembrino. Tra la vigilia e il giorno di Natale il transito di una nuova bassa pressione iberica ha causato ulteriori precipitazioni, con neve oltre i 1000 metri.

Negli ultimi giorni dell’anno, dal 27 al 30 dicembre, si sono ristabilite condizioni anticicloniche sull’Italia e sull’Europa centrale, accompagnate da temperature molto miti durante il giorno e in montagna, ancora una volta con inversione termica. Al Campo dei Fiori, il 27 dicembre, si sono toccati i 15,9°C, valore notevole per il periodo, anche se il record assoluto di dicembre resta quello del 30 dicembre 2021 con 18,2°C.

Solo a San Silvestro si è assistito a un cambiamento più marcato, con l’avvio della discesa di aria polare che ha determinato il progressivo raffreddamento del clima nei primi giorni di gennaio, con temperature decisamente più rigide e coerenti con la stagione.

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