Varese | 10 Gennaio 2026

Un ragazzo, una mamma e una squadra: il racconto dei volontari del Ponte del Sorriso dell’ospedale di Varese

All’Ospedale Del Ponte la competenza dei medici e l’accoglienza dei volontari aiutano la famiglia arrivata da Napoli per l'operazione del figlio 13enne a superare momenti critici

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Un viaggio urgente, un intervento delicato e una rete di cure che va oltre la medicina: è la storia di un ragazzo di 13 anni arrivato all’Ospedale Del Ponte di Varese dal Santo Bono di Napoli grazie a un trasporto d’emergenza effettuato dall’Aeronautica Militare, di cui già ci eravamo occupati. Una vicenda che racconta l’eccellenza sanitaria varesina, ma che ha anche un altro testimone: quella dei volontari de Il Ponte del Sorriso che hanno garantito accoglienza e supporto emotivo non solo al giovanissimo, ma anche a sua madre.

Era sera inoltrata quando la madre del ragazzo ha raggiunto la Terapia Intensiva Pediatrica. «Era disperata e spaventata, non sapeva cosa aspettarsi» raccontano i volontari. Il figlio, colpito da un tumore invasivo al basicranio che aveva provocato un sanguinamento, doveva essere immediatamente operato. «Un abbraccio, un sorriso, un aiuto logistico in un posto sconosciuto possono fare la differenza -spiegano i volontari – sono l’altra metà della cura, che sostiene il lavoro dei medici e aiuta a gestire ansie e paure».

L’intervento, affidato all’eccellenza italiana dell’Otorinolaringoiatria di Varese, è riuscito. «Non avevo mai visto un ospedale così, con disegni, colori e tanta umanità – racconta la madre – ogni giorno percorrendo i corridoi incontravo un piccolo sollievo. Qui ho sentito che mio figlio era davvero in buone mani». Durante i quindici giorni in Terapia Intensiva Pediatrica, la musicoterapia finanziata dai volontari ha alleviato il dolore del ragazzo, contribuendo alla sua serenità e alla ripresa emotiva.

Oggi il giovane paziente è stato trasferito in Pediatria e mostra già voglia di giocare e tornare alla normalità. «Vederlo sorridere e senza segni visibili dell’operazione ci lascia senza parole – commentano i volontari – è la prova che una squadra competente può cambiare la vita di un bambino. Presto saluteremo lui e la mamma con tanta gioia – concludono – questa è la vera eccellenza: non solo curare la malattia, ma accompagnare la persona nella sua interezza».

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