Nelle scorse settimane il Comune di Dumenza, con deliberazione di consiglio, ha aderito alla campagna “R1PUD1A” promossa da Emergency. Il Consiglio comunale ha espresso un voto unanime e favorevole, assumendo una posizione chiara contro la guerra e contro le conseguenze che lascia dietro di sé: ferite perpetue, vite spezzate. Territori distrutti.
La campagna R1PUD1A votata a Dumenza richiama l’articolo 11 della Costituzione, che afferma il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. È un invito a dare voce pubblica a quel principio: nei municipi, nelle scuole, nei luoghi visibili, perché la Costituzione non resti una pagina ben custodita, ma una pratica quotidiana.
Si potrebbe dire, è solo un gesto simbolico. Vero, ma, ricordano dalla Valdumentina: «I simboli sono ciò che educa la vista e orienta la parola comune. Uno striscione, una delibera, una presa di posizione non fermano da soli un conflitto però fanno una cosa necessaria: spostano il confine di ciò che riteniamo accettabile». I simboli ricordano poi che la pace non è un’assenza: è un lavoro, una disciplina, una scelta quotidiana.
Il Comune di Dumenza, quale istituzione del territorio, ha ritenuto quindi di dover rappresentare le istanze della comunità e farsi promotore di iniziative che affermino il valore della pace, del rispetto dei diritti umani e della giustizia tra le nazioni. Perché la pace, prima di essere un traguardo, è una cultura e la cultura si costruisce anche così, con atti pubblici che non alzano la voce, ma spiegano.
«In un tempo in cui la guerra torna a bussare anche alle coscienze delle nostre comunità – ha concludo il sindaco Corrado Nazario Moro -, abbiamo il dovere di nominarla senza retorica e di ribadire, con atti concreti oltre che con parole, che la pace non è un’idea astratta ma un impegno quotidiano delle istituzioni e dei cittadini».
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