Un intervento costruttivo e attento sulle ricadute del decreto sulla montagna recentemente presentato dal ministro Calderoli. A esprimere la propria posizione è Simone Eligio Castoldi, presidente della Comunità Montana Valli del Verbano, che richiama l’attenzione sulla necessità di tutelare tutti i territori che vivono condizioni di montanità reale.
«Il provvedimento rappresenta un passaggio importante per il riconoscimento e il sostegno delle aree montane», sottolinea Castoldi, evidenziando però come alcuni Comuni rischino di restare esclusi pur affrontando quotidianamente problematiche tipiche dei contesti montani.
Secondo il presidente, la definizione di Comune montano non dovrebbe fondarsi esclusivamente su parametri standard come l’altitudine o le medie territoriali. «È necessario affinare i criteri applicativi affinché tengano conto anche della collocazione funzionale dei territori all’interno delle valli», afferma.
Molti piccoli Comuni vallivi, infatti, condividono le stesse criticità infrastrutturali, sociali ed economiche delle aree montane riconosciute. «Difficoltà di accesso ai servizi essenziali, fragilità demografica, complessità orografica e limiti strutturali allo sviluppo sono condizioni diffuse anche in territori che non raggiungono determinate soglie altimetriche», osserva Castoldi.
Il rischio, secondo il presidente della Comunità Montana Valli del Verbano, è che l’esclusione di questi enti locali dalle misure dedicate produca effetti non coerenti con le finalità del decreto stesso, generando disparità tra territori con problematiche analoghe.
Da qui l’auspicio che le osservazioni provenienti dai territori possano essere accolte e valutate con attenzione. «Riteniamo fondamentale il coinvolgimento delle Comunità Montane – spiega Castoldi -, per introdurre criteri più aderenti alla realtà e una possibile clausola di salvaguardia per i Comuni di valle con caratteristiche oggettivamente montane».
Il presidente ribadisce, infine, la disponibilità a collaborare in modo attivo al miglioramento del provvedimento. «Siamo pronti a offrire un contributo tecnico e istituzionale – conclude -, convinti che una definizione più completa e funzionale della montanità rappresenti un valore aggiunto per l’intero sistema Paese».
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