Vietare l’uso degli smartphone nelle scuole dell’obbligo per tutelare la salute degli studenti. E’ l’obiettivo dell’iniziativa popolare “smartphone: a scuola no!”, lanciata in Canton Ticino da un comitato composto da partiti e da esponenti della società civile, che ha superato lo step della raccolte firme.
Sono infatti 7.000 le adesioni ottenute dal comitato, che seguendo l’iter procedurale potrà ora chiedere alla politica cantonale di confrontarsi sul tema.
Tema che il comitato affronta partendo da numeri importanti: in Svizzera il 96% dei ragazzi tra i 12 e i 13 anni possiede uno smartphone, e il tempo medio di utilizzo dei dispositivi mobili, da parte di pre-adolescenti e adolescenti, è di quasi tre ore e mezzo in settimana, e circa quattro ore e mezzo nel weekend.
«Oggi una cospicua letteratura scientifica – si legge sul sito web di “Il Centro” – indica che un’importante esposizione digitale contribuisce all’insorgenza di: disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione, isolamento sociale, maggiore vulnerabilità psicologica, alterazioni dello sviluppo fisico».
Il comitato promotore dell’iniziativa popolare include diversi partiti – Centro, Plr, Ps, Lega, Udc – ma anche pediatri, docenti scolastici, genitori e parlamentari.
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