Svizzera | 14 Novembre 2025

Svizzera e cambiamenti climatici: cosa succederà al territorio?

I nuovi scenari elaborati da MeteoSvizzera su mandato della Confederazione. Caldo più estremo, estati più asciutte, piogge più intense: cause e conseguenze

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La Svizzera diventerà più calda e più asciutta, avrà meno neve e in futuro le piogge saranno più forti. Sono queste le conclusioni a cui sono giunti i climatologi dell’Ufficio federale di meteorologia e climatologia MeteoSvizzera e dell’ETH di Zurigo nel presentare i “nuovi scenari climatici” per la Confederazione.

Scenari che sono stati oggetto di discussione tra esperti, nei giorni scorsi, in un incontro che si è svolto a Berna in presenza della consigliera federale Elisabeth Baume – Schneider, come si apprende da una nota del governo svizzero.

Le notti tropicali «tolgono il sonno agli abitanti delle città», e gli orticoltori «lottano contro terreni troppo secchi». Mentre i proprietari di immobili «si preparano ad affrontare il rischio di inondazioni». E’ questo il futuro con cui dovranno fare i conti sempre più spesso i cittadini oltre confine, nel caso in cui, ragionano gli esperti, i cambiamenti climatici «dovessero continuare senza freni».

Sul punto è intervenuta anche la consigliera federale Elisabeth Baume – Schneider: «I nuovi scenari climatici offrono un quadro più concreto dei cambiamenti climatici in Svizzera per i prossimi decenni. Ci aiutano a identificare i possibili sviluppi e a pianificare provvedimenti adeguati a proteggere il nostro ambiente, le città e l’agricoltura».

Gli scenari sono stati elaborati su mandato della Confederazione e presentano diversi punti centrali, a cominciare dal caldo più estremo: «Le ondate di caldo riguardano soprattutto le regioni alle basse quote e specialmente i centri urbani. Tuttavia in futuro potranno verificarsi sempre più spesso anche in regioni prealpine e alpine. La temperatura massima del giorno più caldo dell’anno sarà in media di circa 4,4 gradi centigradi superiore alla media del periodo 1991-2020».

Le temperature più elevate, una maggiore evaporazione e la diminuzione delle precipitazioni estive rendono i suoli svizzeri sempre più aridi in estate. «La siccità estiva – si apprende dal report – è già aumentata negli ultimi 40 anni circa. In futuro una tipica siccità estiva sarà più marcata nella misura del 44% rispetto a oggi. L’aridità del suolo e il rischio di incendi boschivi aumenteranno».

A lungo termine, sempre secondo gli esperti, le precipitazioni intense aumenteranno in tutte le stagioni, specialmente quelle di breve durata. E per quanto riguarda l’estate, «le precipitazioni più intense non escludono una simultanea diminuzione dei quantitativi di precipitazione complessivi: anche se pioverà più raramente, durante singoli eventi cadranno in breve tempo maggiori quantitativi di pioggia».

La parola chiave è “adattamento“. «I provvedimenti per ridurre le emissioni di gas a effetto serra contrastano le conseguenze dei cambiamenti climatici. Inoltre, con provvedimenti decisi sulla base degli scenari climatici, la Confederazione accompagna la popolazione svizzera nell’adattamento ai cambiamenti degli eventi estremi».

Alcuni obiettivi sono condivisi da tutti i Paesi che, come la Svizzera, hanno ratificato l’Accordo di Parigi impegnandosi a limitare il riscaldamento globale al di sotto dei 2 gradi: «Per attenuare le conseguenze dei cambiamenti climatici è necessario ridurre le emissioni a livello globale. Gli scenari climatici mostrano l’impatto dei provvedimenti di protezione del clima – ogni decimo di grado di riscaldamento risparmiato può ridurre gli effetti dei cambiamenti climatici sulla natura, sulla società e sull’economia della Svizzera».

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